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	<title>finitura superficiale Archives - Bruschi</title>
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	<description>Pressofusione di zinco e alluminio</description>
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	<title>finitura superficiale Archives - Bruschi</title>
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	<item>
		<title>Zama per elettrodomestici: vantaggi e case study</title>
		<link>https://bruschitech.com/it/zama-per-elettrodomestici-vantaggi-e-case-study/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 09 Sep 2019 07:17:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Elettrodomestici]]></category>
		<category><![CDATA[Piccoli elettrodomestici]]></category>
		<category><![CDATA[design del prodotto]]></category>
		<category><![CDATA[finitura superficiale]]></category>
		<category><![CDATA[leghe da pressofusione]]></category>
		<category><![CDATA[leghe di zinco per componenti di elettrodomestici]]></category>
		<category><![CDATA[small appliances]]></category>
		<category><![CDATA[zama per elettrodomestici]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#160; La versatilità delle leghe di zinco può essere messa alla prova in alcuni settori più che in altri. Un settore che offre grande libertà creativa e progettuale è quello degli elettrodomestici: i componenti in zama per elettrodomestici, infatti, possono contribuire a rendere l’intero oggetto unico, esclusivo e immediatamente riconoscibile. La premessa necessaria per ottenere [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p>La versatilità delle leghe di zinco può essere messa alla prova in alcuni settori più che in altri. Un settore che offre grande libertà creativa e progettuale è quello degli elettrodomestici: i componenti in <strong>zama per elettrodomestici</strong>, infatti, possono contribuire a rendere l’intero oggetto unico, esclusivo e immediatamente riconoscibile.</p>
<p>La premessa necessaria per ottenere componenti in <strong>zama per elettrodomestici</strong> capaci di diventare un valore aggiunto per l’intero oggetto è la creazione di un rapporto di intesa e di fiducia tra il fornitore di pressofusi e il produttore di elettrodomestici. Solo attraverso lo scambio reciproco di expertise e conoscenze, infatti, è possibile raggiungere risultati ottimali che soddisfino non solo le richieste del produttore ma anche le aspettative del consumatore finale.</p>
<p>Per saperne di più su come sia possibile risparmiare grazie alla scelta del giusto fornitore di pressofusi consigliamo di leggere il post <a href="https://www.bruschitech.com/blog/how-the-right-die-casting-supplier-can-help-your-company-vave" target="_blank" rel="noopener noreferrer">How the right die casting supplier can help your company&#8217;s VAVE</a>.</p>
<p>Nella prima parte di quest’articolo analizzeremo i principali vantaggi derivanti dalla scelta delle <strong>leghe di zinco per componenti di elettrodomestici</strong> in un’ottica attenta alle esigenze del produttore di elettrodomestici e alle aspettative del consumatore finale. In seguito presenteremo delle brevi case study capaci di illustrare i processi e le scelte strategiche messi in campo per ottenere prodotti ottimizzati.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>Vantaggi dei componenti in zama per elettrodomestici</h2>
<p>I vantaggi lato produttore che verranno analizzati sono:</p>
<ul>
<li>Co-design</li>
<li>Bellezza funzionale</li>
<li>Libertà di design</li>
<li>Libertà nei trattamenti superficiali</li>
<li>Finitura e assemblaggio</li>
<li>Riduzione dei costi</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il valore per il consumatore dato dalla presenza di componenti di zinco in un elettrodomestico verrà invece considerato sotto questi punti di vista:</p>
<ul>
<li>Aspetto, qualità, resistenza</li>
<li>Pulizia</li>
<li>Riciclabilità</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Vantaggi lato produttore</h3>
<p>I vantaggi lato produttore sono molteplici, per alcuni offriremo un’analisi più completa mentre per altri ci limiteremo a discutere qualche dettaglio, fornendo indicazioni su dove trovare articoli che trattino questi argomenti più approfonditamente.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h4>Co-design</h4>
<p>Come anticipato, è solo attraverso un rapporto di intesa e di fiducia che si possono mettere in discussione metodi e procedure consolidati per arrivare a definirne di nuovi in grado di condurre ad un’ottimizzazione di processi e prodotti. Per costruire un simile rapporto è necessario scegliere un fornitore di pressofusi in <strong>zama per elettrodomestici</strong> con le competenze, l’esperienza e la conoscenza necessarie ad intraprendere il processo di co-design insieme al cliente. Il giusto fornitore saprà infatti lavorare sul design dei componenti suggerendo strategie di ottimizzazione degli stampi e dei flussi di riempimento, geometrie e spessori in grado di condurre alla creazione di pezzi unici ed esclusivi.</p>
<p>Per conoscere alcune delle strategie di co-design che è possibile mettere in campo per ridurre il peso, e di conseguenza il costo, degli elettrodomestici consigliamo di leggere l’articolo <a href="https://www.bruschitech.com/bruschi-news/weight-reduction-for-white-goods-industry" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Weight reduction for white goods industry</a>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="https://www.bruschitech.it/content/wp-content/uploads/2019/07/aq5.jpg.tif"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-large wp-image-1954" src="https://www.bruschitech.it/content/wp-content/uploads/2019/07/aq5.jpg.tif" alt="" width="1" height="1" /></a> <img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter wp-image-1955" src="https://www.bruschitech.it/content/wp-content/uploads/2019/07/aq5.jpg" alt="Spessori sottili componenti in zama per elettrodomestici " width="750" height="501" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<h4>Bellezza funzionale</h4>
<p>Il processo di co-design dovrà essere guidato dal principio di bellezza funzionale, e cioè una rimozione dei dettagli superflui volta al miglioramento delle qualità estetiche delle parti funzionali.</p>
<p>Il raggiungimento della bellezza funzionale è sinonimo di vera collaborazione tra designer e manifattura, implica infatti un’azione congiunta e mirata che permette di ottenere risultati che soddisfino entrambe le parti.</p>
<p>Per raggiungere la bellezza funzionale, grazie alla sinergia raggiunta in fase di co-design, si mettono al centro del processo la coesistenza degli elementi funzionali e delle caratteristiche estetiche senza dimenticare che, per raggiungere risultati davvero validi, si devono prevedere soluzioni conformi al processo produttivo di pressofusione.</p>
<p>Nell’articolo Bellezza funzionale: il caso di <a href="https://www.bruschitech.it/bellezza-funzionale-nespresso-kitchenaid/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Nespresso KitchenAid Artisan 5KES0503</a> è possibile trovare una definizione più approfondita di bellezza funzionale e la sua esemplificazione attraverso un case study.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h4>Libertà di design</h4>
<p>Bellezza funzionale e co-design sono strumenti per aiutare il produttore di elettrodomestici ad ottenere prodotti in grado di rispondere alle sue specifiche. Tuttavia sia la tecnica della pressofusione a camera calda sia la scelta delle leghe di zinco come materiale consentono grande libertà realizzativa. Con la pressofusione si possono infatti ottenere sagome articolate e complesse e spessori molto sottili che rendono possibile la creazione di pezzi unici, personalizzati nei dettagli e nelle forme.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h4>Libertà nei trattamenti superficiali</h4>
<p>La superficie dei pressofusi in lega di zinco si presta molto bene a trattamenti superficiali e finiture. I componenti, infatti, possono essere sottoposti a numerosi tipi di trattamenti per conferire un aspetto esterno accattivante e personalizzato a seconda delle richieste dei clienti. Questi trattamenti sono, ad esempio, la cromatura, la verniciatura a polvere e la verniciatura a liquido. Il vantaggio dato da questo tipo di trattamenti, inoltre, non si risolve solo a livello estetico ma risulta anche in un aumento della resistenza superficiale dei prodotti e quindi della loro durata di vita.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter wp-image-1377" src="https://www.bruschitech.it/content/wp-content/uploads/2019/04/Trattamenti-superficiali.jpg" alt="Trattamenti superficiali: componenti in zama per elettrodomestici" width="750" height="406" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<h4>Finitura e assemblaggio</h4>
<p>Grazie all’introduzione di automazioni, robot antropomorfi e macchinari realizzati ad hoc è possibile automatizzare numerose operazioni secondarie, quali assemblaggio e finitura, e di controllo della qualità. La possibilità di intraprendere queste operazioni con un ridotto apporto di personale umano consente al cliente di ottenere componenti pronti per l’utilizzo ad un prezzo competitivo e con un tempo ciclo diminuito. Inoltre lo sviluppo di automazioni e di macchinari realizzati ad hoc consentono di effettuare, in modo rapido ed esente dal rischio di errori umani, controlli qualitativi e di compatibilità dei pezzi con un notevole decremento dei resi per non conformità.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h4>Riduzione dei costi</h4>
<p>Oltre alle opportunità di risparmio consentite dall’automazione, come da un’accurata fase di progettazione dello stampo e dei flussi di riempimento, è importante sottolineare anche la convenienza derivante dalla scelta dello zinco come materia prima per la creazione dei pressofusi.</p>
<p>Lo zinco, infatti, si differenzia da altri metalli o leghe metalliche per la sua competitività nei costi e nei tempi di produzione. Le leghe di zinco non richiedono alte temperature per raggiungere la fusione e, di conseguenza, anche i tempi di raffreddamento risultano ridotti. Questi fattori, a loro volta, si traducono in un tempo ciclo breve relativamente a quello di altri metalli e quindi in un aumento della capacità produttiva dello stabilimento.</p>
<p>Anche nei confronti dei materiali plastici lo zinco può risultare competitivo: le plastiche, per esempio, per raggiungere la rigidità e la resistenza dello zinco devono essere rinforzate con fibra di vetro o con polimeri speciali con un conseguente aumento dei costi del materiale.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Vantaggi lato consumatore</h3>
<p>La customer experience è l’esperienza che l’utilizzatore ha di un prodotto. A determinare la qualità di questo rapporto entrano in gioco diverse varianti legate alla situazione contingente ma anche alle tendenze di consumo e di mercato. Nello specifico, nel rapporto tra consumatore ed elettrodomestico, alcuni fattori importanti sono: la performance del prodotto, la sua utilità, l’aspetto visivo, la texture, la resistenza, la percezione globale dell’oggetto e la sua rispondenza, o meno, alle tendenze di consumo.</p>
<p>Andiamo ora ad analizzare alcuni aspetti rilevanti, capaci di influenzare la customer experience derivante dall&#8217;utilizzo di un elettrodomestico e di determinare una percezione di valore e qualità dell’oggetto.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h4>Aspetto, qualità, resistenza</h4>
<p>I componenti in zama per elettrodomestici sono in grado di trasmettere buone sensazioni visive e tattili. Dal punto di vista visivo un elemento in zinco, verniciato o cromato, si distingue dal resto del corpo dell’elettrodomestico risultando in un elemento di spicco e di valore. Anche tattilmente un elemento funzionale in metallo conferisce sensazioni di maggiore affidabilità e resistenza rispetto a quelle che sarebbero determinate dallo stesso componente realizzato in plastica. Si ottiene così un <a href="https://www.bruschitech.com/bruschi-news/the-differential-advantage-for-coffee-machine-industry" target="_blank" rel="noopener noreferrer">vantaggio differenziale</a> dato dalle sensazioni visive e tattili dell’utilizzatore che si traducono in percezione di qualità.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter wp-image-221" src="https://www.bruschitech.it/content/wp-content/uploads/2018/03/kitchenaid-dett.jpg" alt="Vantaggio differenziale: componenti in zinco per elettrodomestici " width="750" height="590" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<h4>Pulizia</h4>
<p>Dal punto di vista dell’utilizzatore un aspetto importante nella scelta di un elettrodomestico è la facilità di pulizia. Pulire lo zinco cromato è più facile che pulire altre superfici: il metallo presenta infatti una superficie dura, compatta e liscia che ben si presta ad essere lucidata e sulla quale è semplice individuare, e rimuovere, macchie e aloni. Il valore aggiunto determinato da un elettrodomestico facile da pulire non è solo estetico, in questo caso, infatti, entrano in gioco anche variabili di pulizia del componente che diventano particolarmente importanti se l’oggetto è destinato al trattamento di alimenti.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter wp-image-1947" src="https://www.bruschitech.it/content/wp-content/uploads/2019/07/77A0385-copia.jpg" alt="Cromatura: componenti in zinco per elettrodomestici " width="750" height="500" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<h4>Riciclabilità dei componenti in zama per elettrodomestici</h4>
<p>I consumatori, negli ultimi anni, hanno raggiunto una sempre maggiore consapevolezza in materia di sostenibilità ambientale e riciclo. La ricerca di prodotti facilmente smaltibili e con una bassa impronta ambientale è stata in grado di modificare mercati che si presentavano consolidati e ha comportato cambiamenti nelle vendite e nelle catene produttive. Gli elettrodomestici, caratterizzati da un ciclo di vita abbastanza lungo sono un&#8217;ottima fonte di materiali riciclabili. Lo zinco è un materiale di valore che offre la possibilità di ripetuti riciclaggi e che consente di implementare pratiche di produzione C2C, cradle to cradle, ossia quel tipo di produzione che fin dal principio considera il riutilizzo futuro dei materiali impiegati.  Per il consumatore, quindi, scegliere elettrodomestici con elementi in zinco si rivela una garanzia di sostenibilità e di pratica eco friendly.</p>
<p>Per approfondire i vantaggi correlati alla riciclabilità nella produzione di componenti in<strong> zama per elettrodomestici</strong> si suggerisce di leggere <a href="https://www.bruschitech.it/news/elettrodomestici-vendite-sostenibili/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Elettrodomestici: migliorare le vendite attraverso scelte sostenibili</a>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>Case study: componenti in zama per elettrodomestici</h2>
<p>I pressofusi in <strong>zama per elettrodomestici</strong> possono essere prodotti di grandi o di piccole dimensioni e ad uso domestico o professionale.</p>
<p>Di seguito vi presentiamo tre case study, il primo riguarda la macchinetta per caffè, un piccolo elettrodomestico dedicato al mercato consumer, il secondo, invece, è relativo ad una macchina per caffè ad uso professionale, mentre l’ultimo tratta un componente destinato ai grandi elettrodomestici come la cerniera dell’oblò della lavatrice.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Elettrodomestico per uso domestico: macchinetta per caffè</h3>
<p>Dei componenti in<strong> leghe di zinco per elettrodomestici</strong> per la macchinetta del caffè vorremmo porre il focus sul <a href="https://www.bruschitech.it/simulazione-per-pressofusione-conservazione-dello-stampo-e-ottimizzazione-dei-parametri/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">vassoio porta tazza</a>. Un componente funzionale con una preminente qualità estetica.</p>
<p>L’ottimizzazione di questi prodotti ha preso avvio con uno studio <a href="https://www.bruschitech.it/automazione-processo-produttivo/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">PDCA</a> che ha consentito di considerare e analizzare tutte le fasi del processo e ad intraprendere le azioni necessarie ad ottimizzarlo.</p>
<p>Lo studio ha permesso di individuare opportuni parametri di regolazione della fusione e del riempimento dello stampo e gli intervalli di tempo necessari per completare il processo produttivo in modo ottimale. Grazie ai risultati delle analisi intraprese in fase di simulazione è infatti stato possibile stimare i cambiamenti della qualità superficiale e le variazioni del tempo ciclo al variare delle temperature dello stampo.</p>
<p>Grazie ai risultati dello studio, inoltre, l’attenzione si è potuta focalizzare sulle azioni che avrebbero potuto apportare maggior valore aggiunto all’intero processo produttivo: si è così deciso di efficientare la produzione con l’inserimento di un’automazione dedicata alla lavorazione degli articoli.</p>
<p>L’automazione ha riguardato in particolare il trattamento superficiale del vassoio porta tazza, in termini commerciali cup support, un articolo che a causa della sua particolare conformazione non poteva subire lavorazioni della superficie interna prima della fase di cromatura. È stato pertanto individuato un riempimento dello stampo che consentisse di ridurre a zero i difetti nella parte non lavorabile e si è ottenuta, già in fase di stampaggio, una rugosità superficiale tale da consentire un buon risultato della cromatura successiva.</p>
<p>Per approfondire questo argomento suggeriamo di leggere l’articolo <a href="https://www.bruschitech.it/pressofusione-zinco-piccoli-elettrodomestici-macchine-caffe/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Pressofusione dello zinco per piccoli elettrodomestici: pressofusione per macchine del caffè </a> e di guardare il video <strong>Bruschi – Pressofusione per macchine del caffè</strong>.</p>
<p>&nbsp;</p>
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<p>&nbsp;</p>
<p>È possibile poi documentarsi sugli sviluppi futuri del mercato delle macchinette del caffè leggendo l’articolo <a href="https://www.bruschitech.com/bruschi-news/using-zinc-in-die-casting-for-smart-coffee-makers" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Using zinc in die casting for smart coffee makers</a>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Elettrodomestico per uso professionale: macchina per il caffè</h3>
<p>&nbsp;</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-1980" src="https://www.bruschitech.it/content/wp-content/uploads/2019/07/Cimbali-ritagliato-.jpg" alt="" width="767" height="476" /></p>
<p>Gli elettrodomestici per uso professionale devono soddisfare sia i professionisti che se ne avvalgono quotidianamente sia i fruitori del servizio consentito dall’elettrodomestico.</p>
<p>La macchina del caffè per uso professionale di cui parliamo in questo case study ne è un esempio: l’elettrodomestico deve essere considerato performante e affidabile dal professionista ma deve anche suscitare le stesse sensazioni all’occhio meno esperto degli avventori del locale.</p>
<p>Una sfida, nella realizzazione dei componenti per questo prodotto, è stata realizzare una parete cromata con impresso il nome del marchio di elettrodomestici.</p>
<p>L’ottenimento della scritta in rilievo direttamente in fase di stampaggio non consente di sottoporre il pezzo alle operazioni di politura cui sono di solito sottoposti i pezzi destinati alla cromatura. Si è così implementata una strategia volta ad ottenere una superficie adatta ad essere cromata direttamente dopo la pressofusione. Gli studi condotti con appositi software di simulazione hanno consentito di individuare i giusti punti di iniezione e di sfogo che sono stati spostati nella parete interna del pezzo per non intaccarne la qualità superficiale. I flussi di riempimento sono poi stati ottimizzati per ottenere superfici senza inclusioni d’aria e porosità e la valvola del vuoto ha consentito di ridurre ulteriormente questi difetti portando il tasso di scarto vicino allo zero.</p>
<p>Solo lo zinco avrebbe potuto consentire questo risultato: con altri materiali non si sarebbero potuti ottenere un rilievo così sottile e una qualità superficiale tale da garantire un ottimo risultato del trattamento galvanico in assenza di preparazioni precedenti.</p>
<p>Sul sito dell’International Zinc Association è possibile leggere una <a href="http://diecasting.zinc.org/castingstudy/housing-kitchenaid-coffee-machine/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">scheda tecnica</a> di questo prodotto con una breve descrizione del processo di ottimizzazione intrapreso sui suoi componenti in zinco.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Grande elettrodomestico per uso domestico: lavatrice</h3>
<p>&nbsp;</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-large wp-image-1981" src="https://www.bruschitech.it/content/wp-content/uploads/2019/07/hinge-ritagliato--1024x359.jpg" alt="" width="940" height="330" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Le cerniere dell’oblò della lavatrice sono un componente funzionale che può essere prodotto in zinco. Un aspetto interessante, relativo alla produzione di questo prodotto, è la necessità di montare boccole di plastica sul pressofuso. La soluzione individuata per ottimizzare questo processo produttivo è stata quella di progettare un’automazione in grado di svolgere le funzioni di assemblaggio semi automatico necessarie. Grazie al sistema comandato in remoto da PLC è possibile configurare le bussole in diverse posizioni che variano in base al pezzo da assemblare. L’introduzione di quest’automazione ha consentito di ridurre il tempo ciclo e l’apporto manuale dell’operatore con un conseguente abbattimento dei costi. Inoltre, l’automazione ha consentito di ottenere output precisi, conformi e rispondenti ad elevati standard qualitativi.</p>
<p>Per una trattazione più approfondita e per guardare la macchina per l’assemblaggio semi automatico in azione guarda il video <strong>Pressofusione per grandi elettrodomestici – Cerniera per lavatrici</strong>.</p>
<p>&nbsp;</p>
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<p>&nbsp;</p>
<p>Questi sono solo alcuni dei componenti per elettrodomestici che è possibile realizzare in zama, come già scritto, infatti, la grande versatilità del materiale consente una vasta gamma di soluzioni.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>[gravityform id=&#8221;2&#8243; title=&#8221;false&#8221; description=&#8221;false&#8221;]</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Le migliori leghe di zinco per la pressofusione a camera calda</title>
		<link>https://bruschitech.com/it/migliori-leghe-di-zinco-pressofusione-camera-calda/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 04 Apr 2019 08:46:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Leghe di zinco]]></category>
		<category><![CDATA[benefici]]></category>
		<category><![CDATA[finitura superficiale]]></category>
		<category><![CDATA[leghe da pressofusione]]></category>
		<category><![CDATA[pressofusione]]></category>
		<category><![CDATA[pressofusione in camera calda]]></category>
		<category><![CDATA[trattamenti superficiali]]></category>
		<category><![CDATA[ZAMAK]]></category>
		<category><![CDATA[Zinco]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Le leghe di zinco sono dotate di eccellenti proprietà che le rendono un materiale perfetto per la pressofusione: presentano infatti una notevole resistenza, colabilità, durezza e rigidità. Ma quali sono le tipologie di zama più adatte alla pressofusione a camera calda? In questo post analizzeremo le diverse caratteristiche delle leghe di zinco per pressofusione a [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Le <strong>leghe di zinco</strong> sono dotate di eccellenti proprietà che le rendono un materiale perfetto per la pressofusione: presentano infatti una notevole resistenza, colabilità, durezza e rigidità. Ma quali sono le tipologie di zama più adatte alla pressofusione a camera calda? In questo post analizzeremo le diverse caratteristiche delle <strong>leghe di zinco</strong> per pressofusione a camera calda arrivando alla definizione della scelta migliore sulla base delle caratteristiche richieste per il prodotto finale.</p>
<p>La zama costituisce un ottimo materiale per la produzione di componenti resistenti, esteticamente accattivanti e caratterizzati da sagome complesse: può essere infatti impiegata per soddisfare le richieste di numerosi e differenti settori, dall’automotive alla serramentistica, garantendo elevati standard di performance sia dal punto di vista funzionale che relativamente all&#8217;estetica del prodotto. Considerate le differenti caratteristiche richieste da ogni settore risulta fondamentale effettuare un’attenta analisi delle <strong>leghe di zinco</strong> al fine di selezionare la più appropriata per il proprio obiettivo, esaminando i requisiti del prodotto e ricercando nella lega le proprietà necessarie a soddisfarli.</p>
<p>Per effettuare quest’analisi è importante conoscere <a href="https://diecasting.zinc.org/alloys/" target="_blank" rel="noopener">la classificazione delle <strong>leghe di zinco</strong></a>, che si dividono principalmente in due categorie: le leghe ZAMAK, la cui denominazione è costituita dalla parola Zamak seguita da un numero in base al loro sviluppo sequenziale, e le leghe classificate con il prefisso ZA, che presentano una percentuale di alluminio notevolmente maggiore rispetto alle precedenti e sono quindi dotate di una maggiore resistenza.</p>
<p>ZAMAK era inizialmente un marchio registrato dalla New Jersey Zinc Co., azienda che utilizzò per prima questa specifica lega, ma col passare del tempo è stato scelto come nome comune per indicare tutte le <strong>leghe di zinco</strong> destinate alla pressofusione e in Italia è diventato semplicemente “zama”. È solo con l’evolversi di numerose tipologie di leghe che si è arrivati all&#8217;introduzione di una nomenclatura più articolata che, come abbiamo visto, si suddivide principalmente nelle categorie ZAMAK e ZA: l’acronimo ZAMAK è tuttavia ancora considerato la denominazione più comune e convenzionale per le <strong>leghe di zinco</strong>.</p>
<p>Questo acronimo definisce infatti una <a href="https://www.bruschitech.it/zamak-per-pressofusione-in-camera-calda/" target="_blank" rel="noopener">tipologia di leghe di zinco composta da quattro metalli principali</a>: zinco, alluminio, magnesio e rame (Kupfer in tedesco). Questi elementi sono presenti nelle leghe di zinco in diverse percentuali: le leghe differiscono infatti in base alla concentrazione di ogni singolo metallo, presentando di conseguenza diverse caratteristiche che incidono sulle qualità del pressofuso. Queste caratteristiche risultano determinanti per la scelta della lega di zinco più adatta per la propria tecnologia e produzione.</p>
<p>La zama può infatti essere lavorata attraverso differenti processi produttivi: pressofusione a camera calda, pressofusione a camera fredda, spin casting, sludge casting e gravità. In questo articolo ci concentreremo sulle migliori <strong>leghe di zinco</strong> per la pressofusione a camera calda, tecnologia impiegata dalla Bruschi per il proprio business.</p>
<p>Le principali <strong>leghe di zinco</strong> utilizzate per la pressofusione a camera calda sono:</p>
<p>• Zamak2<br />
• Zamak3<br />
• Zamak5<br />
• ZA8</p>
<p>La ZA8 è l’unica lega che non rientra nella categoria della ZAMAK poiché contiene un elevato quantitativo di alluminio che la classifica come ZA: risulta tuttavia una lega particolarmente adatta alla pressofusione per camera calda e per questo motivo è stata selezionata per la presente analisi.</p>
<p>Come anticipato, queste leghe presentano differenti composizioni: sono infatti costituite dagli stessi elementi ma dosati con percentuali diverse, in modo da potenziare determinate caratteristiche come la resistenza o la fluidità. Nella tabella sottostante è riportata la composizione delle <strong>leghe di zinco</strong> precedentemente elencate, definita dalle normative europee <a href="https://diecasting-fr.zinc.org/proprietes-techniques/it/introduction-2/ita_leghe_specifiche/#languages" target="_blank" rel="noopener"><em>EN 12844 European Standard for Zinc Alloy Castings</em> e <em>EN 1774 Zinc and zinc alloys – Alloys for foundry purposes – Ingot and liquid</em></a>:</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>Composizione delle diverse leghe di zinco</h2>
<p>[table id=6 /]</p>
<p>Dalla tabella si evincono le diverse concentrazioni dei materiali nelle diverse leghe di zama, in particolare di alluminio e rame: sono infatti principalmente questi due elementi a determinare le differenze tra le diverse leghe.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>Leghe di zinco per pressofusione a camera calda</h2>
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<h3>Zamak 2</h3>
<p>La Zamak 2 è caratterizzata da un’elevata resistenza e durezza: è infatti la lega più resistente tra tutte le <strong>leghe di zinco</strong>. La percentuale di alluminio è pari a quella di Zamak 3 e Zamak 5, mentre la quantità di rame è nettamente superiore: può infatti raggiungere il 3,3% ed è proprio quest’alta percentuale di rame che le conferisce un’ottima resistenza. Tuttavia nel tempo una così elevata presenza di rame può provocare alterazioni di determinate caratteristiche della lega: durante l’invecchiamento del metallo possono infatti verificarsi alcune criticità a livello dimensionale, come una lieve variazione dimensionale. Inoltre, a causa dell’invecchiamento, è possibile riscontrare un abbassamento delle performance della Zamak 2 che possono raggiungere livelli simili a quelli delle leghe di alluminio: il principale svantaggio nell’utilizzo della Zamak 2 è infatti relativo alla diminuzione di performance, in particolare col passare del tempo si verifica una riduzione di duttilità. Nonostante il calo di rendimento provocato dall’invecchiamento, la Zamak 2 costituisce un ottimo materiale per la pressofusione grazie alla sua eccellente colabilità e all’elevato livello di resistenza al creep, nonché alla capacità di mantenere eccellenti standard di resistenza e durezza anche durante l’invecchiamento di lungo termine.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Zamak 3</h3>
<p>La Zamak 3 è la lega di zinco più diffusa in Nord America: viene infatti preferita alle altre <strong>leghe di zinco</strong> poiché presenta un’ottima colabilità e una stabilità dimensionale prolungata nel tempo. La Zamak 3 è infatti dotata di una superiore stabilità dimensionale rispetto alle altre leghe, tuttavia questo alto grado di stabilità è rilevante solamente quando le tolleranze richieste sono particolarmente ristrette e critiche. Relativamente alla resistenza, la Zamak 3 è caratterizzata da una bassa percentuale di rame che determina una resistenza inferiore rispetto alle altre <strong>leghe di zinco</strong>, ma che allo stesso tempo abbassa la probabilità di alterazioni dovute all’invecchiamento del materiale, evitando così eventuali ritiri dimensionali e mantenendo invariate le performance della Zamak 3 col passare del tempo. Questa lega di zinco risulta inoltre perfetta per la produzione di componenti che dovranno subire trattamenti superficiali, quali placcatura, verniciatura e cromatura.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Zamak 5</h3>
<p>La Zamak 5 è la lega di zinco maggiormente utilizzata in Europa. Anche questa lega di zinco presenta eccellenti proprietà di colabilità e, rispetto alla Zamak 3, contiene una percentuale di rame leggermente più alta che le conferisce una maggiore resistenza e durezza, così come una migliore resistenza al creep. Questa maggiore quantità di rame determina però, come illustrato in precedenza, anche una duttilità inferiore della lega, che può influenzare la sua lavorabilità durante operazioni secondarie quali flessione, rivettatura, pressatura o crimpatura. Al pari della Zamak 3 la Zamak 5 è un ottima lega da impiegare per prodotti che dovranno subire trattamenti di finitura superficiale.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>ZA 8</h3>
<p>La ZA 8, come già suggerisce la classificazione ZA e non ZAMAK, è caratterizzata da una composizione che presenta una notevole percentuale di alluminio, nettamente superiore a quella delle altre <strong>leghe di zinco</strong>. Questa elevata concentrazione di alluminio le conferisce una maggiore resistenza, durezza e capacità di resistenza al creep rispetto alle altre leghe, ad eccezione della Zamak 2 che è molto simile nelle prestazioni. Anche la ZA 8, come le altre leghe, è adatta per processi di finitura superficiale come cromatura e verniciatura.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter wp-image-1376" src="https://www.bruschitech.it/content/wp-content/uploads/2019/04/Leghe-di-zinco-2-300x150.jpg" alt="Composizione leghe di zinco" width="792" height="396" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>Caratteristiche principali delle leghe di zinco</h2>
<p>Analizzando la composizione chimica delle diverse <strong>leghe di zinco</strong> è quindi possibile definire quale lega risulti più appropriata per il proprio settore sulla base delle proprietà meccaniche e fisiche, ma anche relativamente alle caratteristiche del prodotto che dovrà essere realizzato.<br />
La scelta della migliore lega di zinco per la pressofusione a camera calda parte infatti dall&#8217;analisi delle specifiche del componente:</p>
<p>• Quali sono le sue caratteristiche più significative?<br />
• Si tratta di un prodotto estetico o di un prodotto funzionale?<br />
• Dovrà subire trattamenti superficiali?<br />
• Necessita di una maggiore resistenza o di una più elevata stabilità dimensionale?</p>
<p>Rispondere a quesiti simili e quindi condurre un’attenta analisi delle esigenze del prodotto costituisce infatti il primo step per la scelta della materia prima.</p>
<p>Una volta allora identificate le caratteristiche principali del prodotto è possibile passare all&#8217;analisi delle proprietà delle diverse <strong>leghe di zinco</strong>.</p>
<p>Come si evince dalle descrizioni sopra riportate le proprietà più significative per le performance della zamak sono colabilità, resistenza, durezza, stabilità dimensionale, resistenza al creep e idoneità per trattamenti superficiali. Ora, nel dettaglio, vedremo queste proprietà.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Colabilità</h3>
<p>Le quattro <strong>leghe di zinco</strong> principalmente utilizzate per la pressofusione a camera calda presentano tutte un ottimo grado di colabilità: è proprio per questa loro caratteristica che sono specificatamente idonee per la pressofusione a camera calda. L’elevato livello di colabilità consente di produrre pressofusi caratterizzati da pareti particolarmente sottili, che risultano quindi più leggeri rispetto a componenti prodotti con altri metalli. La capacità di ottenere spessori minimi apporta inoltre un notevole risparmio in termini di costi.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Resistenza e durezza</h3>
<p>Le <strong>leghe di zinco</strong> che presentano il maggior livello di resistenza e durezza sono la Zamak 2 e la ZA 8. La Zamak 2 contiene infatti un’elevata percentuale di rame che le conferisce una particolare resistenza, mentre la ZA 8, pur presentando una quantità di rame simile a quella della Zamak 5, risulta più resistente e dura grazie all&#8217;elevatissima percentuale di alluminio (8,0-8,8%). Queste due leghe risultano quindi perfette per la produzione di componenti che necessitano un’eccellente resistenza e durezza, ma che non hanno invece particolari esigenze a livello dimensionale.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Stabilità dimensionale</h3>
<p>I prodotti che invece necessitano di un’elevata stabilità dimensionale nel tempo dovrebbero essere pressofusi utilizzando Zamak 3 o Zamak 5. Queste due leghe di zinco contengono infatti la giusta percentuale di rame per assicurare una buona resistenza, ma allo stesso tempo un’ottima stabilità dimensionale nel tempo. Si rivelano un’ottima scelta per la produzione di componenti con geometrie molto particolari e complesse, per i quali è necessario garantire dei ritiri dimensionali minimi che non compromettano la funzionalità del pezzo nel tempo. Grazie a questo equilibrio tra resistenza e stabilità dimensionale la Zamak 3 e la Zamak 5 sono le <strong>leghe di zinco</strong> principalmente utilizzate rispettivamente in Nord America e in Europa.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Resistenza al creep</h3>
<p>Anche relativamente alla capacità di resistenza al creep le leghe più performanti sono la Zamak 2 e la ZA 8. Tuttavia, anche la Zamak 5 è dotata di buon livello di resistenza al creep, maggiore rispetto a quello della Zamak 3, di conseguenza è più adatta per essere utilizzata ad elevate temperature sotto uno stress continuo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Trattamenti superficiali</h3>
<p>Tutte le <strong>leghe di zinco</strong> elencate in questo post risultano adatte a ricevere <a href="https://www.bruschitech.it/vernici-placcature-e-altri-tipi-di-rivestimenti-superficiali/" target="_blank" rel="noopener">trattamenti superficiali</a>: l’elevata fluidità della zama permette infatti di applicare svariate tipologie di finiture, dalla cromatura alla vibroburattatura. I componenti in zinco possono essere trattati al fine di conseguire approssimativamente qualsiasi finitura superficiale desiderata, ottenendo così prodotti esteticamente accattivanti grazie ad una cromatura lucente o a una verniciatura con colori vivaci e sgargianti, così come superfici lisce e setose grazie ai trattamenti di satinatura.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter wp-image-1377" src="https://www.bruschitech.it/content/wp-content/uploads/2019/04/Trattamenti-superficiali-300x162.jpg" alt="Verniciatura metalli" width="797" height="430" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>Come scegliere la lega di zinco più adatta per il proprio business</h2>
<p>In definitiva, per scegliere la lega di zinco più appropriata per il proprio prodotto è fondamentale porre l’attenzione su due concetti principali: quali caratteristiche dovrà avere il componente finito e quali proprietà della zama risultano fondamentali per soddisfare queste caratteristiche. Se il pezzo deve essere particolarmente resistente perché sarà sottoposto a un elevato stress durante il suo ciclo di vita, sarà più opportuno indirizzare la propria scelta verso la Zamak 2 o la ZA8. Se invece il pezzo necessita di un alto grado di stabilità dimensionale perché deve rientrare in tolleranze notevolmente ristrette, allora risulterà più efficace scegliere la Zamak 3 o la Zamak 5.</p>
<p>Ogni prodotto presenta caratteristiche tecniche specifiche e uniche che devono quindi essere attentamente esaminate al fine di identificare la lega di zinco più appropriata, così da ottimizzare il più possibile il risultato finale che si vuole raggiungere. Il fornitore di pressofusi in zinco costituisce di conseguenza un valido aiuto nella ricerca della miglior lega di zinco da impiegare, poiché grazie all&#8217;esperienza maturata in differenti settori e alla profonda conoscenza della materia prima può fornire preziosi consigli e suggerimenti utili per il raggiungimento delle performance ricercate.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>[gravityform id=&#8221;2&#8243; title=&#8221;false&#8221; description=&#8221;false&#8221;]</p>
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		<item>
		<title>Pressofusione dello zinco per piccoli elettrodomestici: componenti per macchine del caffè</title>
		<link>https://bruschitech.com/it/pressofusione-zinco-piccoli-elettrodomestici-macchine-caffe/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 01 Jan 2019 14:03:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Piccoli elettrodomestici]]></category>
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		<category><![CDATA[finitura superficiale]]></category>
		<category><![CDATA[macchine del caffè]]></category>
		<category><![CDATA[piccoli elettrodomestici]]></category>
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		<category><![CDATA[small appliances]]></category>
		<category><![CDATA[tempo ciclo]]></category>
		<category><![CDATA[trattamenti superficiali]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#160; Lo zinco è un materiale che può essere impiegato in diversi ambiti industriali, tra i quali figura il settore dei piccoli elettrodomestici. Nel seguente articolo verranno descritti i principali vantaggi dell’utilizzo dello zinco per la produzione di componenti di piccoli elettrodomestici, in particolare di macchine del caffè. &#160; 1. Libertà di design Lo zinco, [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p>Lo zinco è un materiale che può essere impiegato in diversi ambiti industriali, tra i quali figura il settore dei piccoli elettrodomestici. Nel seguente articolo verranno descritti i principali vantaggi dell’utilizzo dello zinco per la produzione di componenti di piccoli elettrodomestici, in particolare di macchine del caffè.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>1. Libertà di design</h2>
<p>Lo zinco, più specificatamente le leghe Zama, è un materiale che consente di produrre componenti aventi molteplici tipologie di forme. Grazie allo zinco è infatti possibile ottenere superfici molto sottili, che non potrebbero essere ottenute utilizzando altri materiali, come l’alluminio. Ciò si traduce in una più ampia libertà di design nella progettazione di un componente, con conseguente singolarità e unicità del pezzo prodotto. Lo zinco rappresenta così un ottimo metallo da utilizzare per la produzione di componenti complessi dal punto di vista della forma. Nella tabella sottostante sono riportati i <a href="http://zinc-diecasting.ionainteractive.com/zdc-PDF/brochure_it-H.pdf">valori di spessore minimo ottenibile di zinco e alluminio</a>:</p>
<p style="text-align: center;">[table id=3 /]</p>
<p>Scegliendo lo zinco per la produzione di piccoli elettrodomestici è possibile ottenere numerosi vantaggi relativi alla qualità dei componenti, dal momento che le leghe di zinco presentano un ritiro stabile e un’elevata resistenza. Per esempio, rispetto ai materiali plastici, lo zinco ha una tolleranza migliore e un carico di snervamento e di rottura superiore (Tabella 1): queste caratteristiche permettono di ottenere una maggiore libertà di design e notevoli qualità del prodotto finito.</p>
<p style="text-align: center;">[table id=2 /]</p>
<p>Tabella 1 &#8211; <a href="http://zinc-diecasting.ionainteractive.com/zdc-PDF/brochure_it-H.pdf">Valori di tolleranza, carico di snervamento e carico di rottura di zinco e materie plastiche</a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-1140" src="https://www.bruschitech.it/content/wp-content/uploads/2018/10/Smallapp3.png" alt="" width="996" height="747" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>2. Trattamenti estetici di alta gamma</h2>
<p>Alle leghe di zinco possono essere applicati numerosi <a href="https://www.bruschitech.it/focus-sui-trattamenti-superficiali/">trattamenti superficiali</a>. Nello specifico, è possibile migliorare le caratteristiche estetiche dei componenti attraverso trattamenti che trasformano l’oggetto e ne migliorano la finitura. I principali trattamenti estetici realizzabili sullo zinco sono:</p>
<ul>
<li>Trattamenti galvanici: cromature lucide, cromature satinate, rivestimenti galvanici di diverso colore</li>
<li>Verniciature a liquido</li>
<li>Verniciature a polvere</li>
<li>Trattamenti speciali per evitare l’usura del materiale</li>
</ul>
<p>Inoltre, sui componenti in zinco è possibile effettuare specifici trattamenti che sfruttano le caratteristiche fisiche della lega. Tra i trattamenti sopracitati, la verniciatura a polvere costituisce un eccellente esempio di trattamento estetico ottenibile attraverso un processo di deposizione elettrostatica della polvere e di successiva cottura ad elevata temperatura (circa 200°C). Questa tipologia di verniciatura permette di ottenere una migliore texture al tatto rispetto alla classica verniciatura a liquido. Eseguire questo trattamento su un componente in zinco gli conferisce un importante valore aggiunto.<br />
I trattamenti dei materiali solitamente seguono i trend del settore di rifermento: per soddisfare questa mutevole esigenza esiste una varietà infinita di soluzioni che si applicano allo zinco.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>3. Supporto del fornitore</h2>
<p>Un cliente che si affida a un fornitore di zinco qualificato può trovare nella sua esperienza verticale la capacità di lavorare anche sul design e di consigliare al cliente geometrie innovative e finiture speciali. Questo servizio, denominato co-design, è la collaborazione tra cliente e fornitore volta alla realizzazione di un prodotto con specifiche funzioni e caratteristiche meccaniche, che sia allo stesso tempo conforme al processo di produzione. Il co-design può aiutare i designer a comprendere nel dettaglio le caratteristiche dello zinco e a sfruttare appieno il know-how del proprio fornitore. Lo zinco è un materiale versatile che consente di sperimentare con forme e design, permettendo così la concezione e la creazione di pezzi unici. Dal momento che la pressofusione di zinco rappresenta un mercato estremamente verticale, i suoi fornitori hanno una profonda conoscenza verticale della materia e possono supportare i clienti nella produzione di pezzi esclusivi.</p>
<p>L’adattabilità delle leghe di zinco si dimostra particolarmente utile nell&#8217;ambito dei piccoli elettrodomestici: mentre altri prodotti sono più standardizzati e la progettazione creativa è limitata, i piccoli elettrodomestici si rivelano un prodotto appropriato per testare la versatilità dello zinco. Essendo composti da molteplici componenti, per i piccoli elettrodomestici è possibile immaginare un’ampia varietà di soluzioni con l’utilizzo di leghe di zinco, migliorando in questo modo l’aspetto, la performance e l’unicità del prodotto.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-large wp-image-1137" src="https://www.bruschitech.it/content/wp-content/uploads/2018/10/Smallapp1-1024x682.png" alt="" width="940" height="626" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>4. Customer experience</h2>
<p>Quando si seleziona un materiale un ulteriore aspetto che deve essere tenuto in considerazione è la cosiddetta customer experience, ovvero l’esperienza del consumatore. La relazione tra consumatore finale e prodotto è costituita da numerose variabili, come performance e utilità, ma anche aspetto visivo, texture e resistenza. I componenti in zinco trasmettono eccellenti percezioni in termini di impatto visivo e sensazione al tatto. Un prodotto realizzato in zinco ha maggiori probabilità di essere percepito come pulito, resistente e di ottima qualità.<br />
In merito a queste caratteristiche, è bene tenere a mente che il fruitore ha accesso all&#8217;utilizzo della macchina attraverso maniglie e tasti. Se il corpo del prodotto è realizzato in plastica, la maniglia o il tasto dovrebbe essere realizzato in zinco, in modo da offrire all&#8217;utilizzatore una diversa esperienza nella fruizione del prodotto. Questi dettagli potenziano la customer experience e fanno la differenza per la scelta del consumatore.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>5. Pulizia dei componenti</h2>
<p>Dal punto di vista del consumatore finale poter pulire in modo facile e veloce un prodotto costituisce un aspetto rilevante, che influenza la scelta d’acquisto. Per esempio pulire componenti in zinco cromato è più facile rispetto ad altre superfici, perché presentano una superficie dura, compatta e liscia. Un prodotto con queste caratteristiche semplifica il processo di pulizia, rendendolo più rapido ed efficace: ciò si traduce in un vantaggio per il consumatore. Non solo i componenti in zinco cromato sono più semplici da pulire, ma trasmettono anche una sensazione di pulizia e lucentezza che ha un forte impatto sull’occhio del consumatore. Grazie a queste qualità i componenti in zinco risaltano a confronto con altre superfici.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>6. Riciclabilità dello zinco</h2>
<p>Sempre più aziende virtuose sono alla ricerca di sostenibilità. In questa ottica di sviluppo sostenibile è consigliabile utilizzare materiali riciclabili, tra i quali figura lo zinco. Le leghe di zinco possono essere riutilizzate e fuse numerose volte senza che ciò intacchi le loro proprietà. Generalmente l’utilizzo di leghe di zinco riciclate viene limitato approssimativamente al 50%: ciò permette di esaurire completamente gli scarti di produzione. Oggigiorno l’attuazione di questo sistema di riciclaggio permette di riciclare una grande quantità di scarti provenienti dalla pressofusione dello zinco. Lo zinco rappresenta un materiale con una ridottissima tossicità, che prevede un basso consumo energetico per la sua produzione e riciclabile. Queste proprietà rendono lo zinco un materiale environmentally friendly.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-1138" src="https://www.bruschitech.it/content/wp-content/uploads/2018/10/Smallapp2.png" alt="" width="988" height="737" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>7. Lead time ridotto</h2>
<p>Il lead time è il periodo di tempo che un’azienda necessita per soddisfare la richiesta di un cliente in termini di offerta. Logicamente, un breve periodo di tempo si traduce in risultati più rapidi e clienti più soddisfatti. Al fine di conseguire questa condizione, lo zinco rappresenta un ottimo materiale grazie al suo breve tempo ciclo. Infatti, il lead time è un concetto correlato al tempo ciclo, cioè il periodo di tempo richiesto per completare la produzione di un prodotto. Considerando il tempo ciclo di un prodotto è così possibile supporre il relativo lead time. Scegliendo lo zinco invece di altri materiali, come l’alluminio e la plastica, il lead time verrà ridotto, determinando un servizio più rapido ed efficiente.</p>
<p>I tempi ciclo legati allo stampaggio delle leghe di zinco sono, infatti, inferiori rispetto a quelli delle leghe di alluminio e delle materie plastiche. Nel primo caso, l’alluminio viene stampato a temperature notevolmente superiori, quindi il tempo ciclo risulta maggiore a causa dei tempi di raffreddamento. Per quanto riguarda la plastica, questa presenta invece dei tempi di riempimento superiori.</p>
<p style="text-align: center;">[table id=4 /]</p>
<p>Tabella 2 –<a href="http://zinc-diecasting.ionainteractive.com/zdc-PDF/brochure_it-H.pdf"> Produttività tipica e Range di produttività di zinco, alluminio e materie plastiche</a></p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>CASE STUDY N. 1</h2>
<p>La Bruschi produce numerosi componenti per macchine del caffè. In questo particolare caso l’azienda è stata contattata per realizzare un vassoio porta tazza per una macchina del caffè. Il vassoio è interamente realizzato in zinco e integralmente cromato. Tutta la superficie del componente è considerata superficie estetica, poiché l’esterno è visibile all’occhio dell’utilizzatore e l’interno diventa visibile nel momento in cui viene rimosso il coperchio in plastica ed è possibile accedere alla parte interna del vassoio e pulirla.</p>
<p>Il processo di cromatura prevede delle fase preliminari per la preparazione del pezzo. In particolare, il componente deve essere pulito e lucidato tramite l’impiego di rulli, nastri e materiale abrasivo. Il componente necessita di essere pulito anche internamente, per questo motivo la Bruschi ha ideato delle modifiche al processo tecnologico che hanno permesso di ottenere un risultato equivalente.<br />
La Bruschi è così riuscita a creare un vassoio porta tazza in Zama, cromato esternamente e internamente.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>CASE STUDY N. 2</h2>
<p>In questo secondo caso il cliente ha richiesto alla Bruschi la produzione di manopole cromate per macchine del caffè. La difficoltà di realizzare questo componente risiede nella geometria, nella produttività e nella qualità superficiale. La manopola costituiva un componente particolarmente critico perché il layout delle cavità dello stampo standard di produzione delle maniglie non permetteva di raggiungere i livelli di produttività e di costi richiesti dal cliente. Grazie all’esperienza e alle competenze dei designer della Bruschi, l’azienda ha ideato un metodo alternativo per alimentare lo stampo: i designer hanno così progettato un nuovo stampo che consentisse di rientrare nei parametri richiesti. Infatti, grazie al nuovo layout si sono ridotti sia i costi che i livelli di produttività.</p>
<p>In conclusione, l’utilizzo dello zinco per la produzione di componenti di macchine del caffè apporta notevoli vantaggi. Prediligendo l’impiego di zinco è infatti possibile progettare e creare un prodotto funzionale ed estetico, capace di coniugare libertà di design e trattamenti estetici di alta gamma e che al contempo tenga conto delle variabili di produzione e di costi.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<item>
		<title>Simulazione per pressofusione: qualità superficiale nel settore automobilistico</title>
		<link>https://bruschitech.com/it/simulazione-per-pressofusione-qualita-superficiale-nel-settore-automobilistico/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 06 Nov 2018 07:53:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Simulazione]]></category>
		<category><![CDATA[finitura superficiale]]></category>
		<category><![CDATA[ottimizzazione]]></category>
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		<category><![CDATA[pressofusione in camera calda]]></category>
		<category><![CDATA[simulazione]]></category>
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		<category><![CDATA[tempo ciclo]]></category>
		<category><![CDATA[test qualità]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.bruschitech.it/?p=948</guid>

					<description><![CDATA[<p>In questo post vedremo un caso reale dedicato alla qualità superficiale nel settore automobilistico. Questo post fa parte di una serie in cui spieghiamo l’importanza della simulazione per pressofusione in camera calda attraverso casi di studio e analisi reali. Potete trovare una lista completa degli argomenti trattati nel nostro primo post sul tema, cliccando qui. [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>In questo post vedremo un caso reale dedicato alla qualità superficiale nel settore automobilistico. Questo post fa parte di una serie in cui spieghiamo l’importanza della simulazione per pressofusione in camera calda attraverso casi di studio e analisi reali.</p>
<p>Potete trovare una lista completa degli argomenti trattati nel nostro primo post sul tema, <a href="https://www.bruschitech.it/?p=938&amp;preview=true">cliccando qui</a>.</p>
<h1>Qualità superficiale: un caso nel settore automobilistico</h1>
<p>Protagoniste di questo studio sono le lamelle delle prese d’aria che controllano e dirigono il flusso dell’aria condizionata nell’abitacolo delle auto.</p>
<p>Queste lamelle sono solitamente fatte di plastica, ma l’oggetto del nostro studio è la placca centrale, usata dal guidatore per dirigere l’aria verso gli altri condotti e per questo fatta in lega metallica.</p>
<p>Questo prodotto offre delle sfide soprattutto per la qualità superficiale, a causa della sua posizione esposta in piena vista all’interno dell’abitacolo, delle possibili criticità riscontrate dopo i trattamenti superficiali e il fatto che debba essere installata su auto di lusso.</p>
<h2>Obiettivo e fasi della simulazione</h2>
<p>L’analisi di simulazione si concentrerà quindi sulla progettazione di un flusso ottimale dall’alimentatore per evitare difetti come i segni di flusso e le bolle nel prodotto.</p>
<p>Nella prima fase del procedimento abbiamo studiato gli effetti di diverse configurazioni dei canali di alimentazione, una dopo l’altra, per identificare quelle con le caratteristiche migliori. In seguito abbiamo migliorato la forma dei canali, soprattutto in prossimità dell’ingresso dello stampo.</p>
<p>Gli obiettivi da raggiungere durante le varie fasi della simulazione erano:</p>
<ul>
<li>Riempimento costante dello stampo seguendo la direzione principale del flusso</li>
<li>Diminuzione della probabilità di cavitazione per aumentare la velocità del flusso</li>
<li>Riduzione del tempo di riempimento e mantenimento dell’alta temperatura della lega durante l’intera fase</li>
<li>Mancanza di bolle d’aria nel prodotto</li>
</ul>
<h2>Risultati</h2>
<p>Nello studio della qualità superficiale di un prodotto, il parametro principale di cui tenere conto è la temperatura. La temperatura deve rimanere il più alta e consistente possibile durante tutta la durata del riempimento, fino alla fine del processo, soprattutto per le parti visibili.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-large wp-image-950" src="https://www.bruschitech.it/content/wp-content/uploads/2018/05/LAMELLE-1024x853.png" alt="simulazione qualità superficiale" width="940" height="783" /></p>
<p>L’immagine rappresenta i risultati dell’analisi alla fine del ciclo di riempimento: la temperatura è sufficientemente alta e omogenea, con caratteristiche migliori nella superficie superiore, che richiede un livello di qualità maggiore dal momento che sarà visibile nell’abitacolo dell’auto.</p>
<p>Dall’analisi del campo di velocità è possibile osservare la direzione dell’alimentazione e il modulo della velocità all’ingresso dello stampo: un punto particolarmente critico poiché è spesso soggetto a fenomeni di cavitazione, causando l’usura dello stampo.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-large wp-image-951" src="https://www.bruschitech.it/content/wp-content/uploads/2018/05/riempimento-1024x289.png" alt="simulazione riempimento qualità superficiale" width="940" height="265" /></p>
<p>Guardando l’immagine, possiamo notare la regolarità del riempimento e che gli ultimi volumi riempiti sono quelli vicini ai pozzetti, permettendo alla lega a bassa temperatura, cioè quella arrivata prima nello stampo, di uscire.</p>
<p>Il campo della velocità, che dipende non solo dalla geometria dei canali di alimentazione, ma anche da condizioni di contorno al livello dell’entrata dello stampo, è stato ottenuto utilizzando parametri comuni per la pressofusione di questo tipo di prodotto. Lo schema della velocità è sufficientemente basso, anche in prossimità dell’attacco di colata. Questo ha un effetto positivo sulla produzione perché permette di utilizzare parametri di riempimento più alti senza il rischio di usura prematura dello stampo.</p>
<p>L’immagine seguente mostra invece che l’impatto dei canali di alimentazione è ben bilanciato: i due canali di alimentazione, identificati dai colori rosso e blu, riempiono lo stampo in maniera costante. Il corretto funzionamento dei canali piccoli sulla sinistra viene confermato: la presenza del colore arancione, per quanto scarsa, è necessaria per evitare i segni di flusso.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-952" src="https://www.bruschitech.it/content/wp-content/uploads/2018/05/11.png" alt="simulazione canali di alimentazione" width="645" height="783" /></p>
<p>L’influenza dei canali di alimentazione (colorata in arancione) dovrebbe essere limitata, ma non a zero: la sua presenza è necessaria per evitare segni di flusso nella zona d’entrata.</p>
<p>Ed infine, il campo che mostra gli intrappolamenti d’aria indica una situazione favorevole: l’aria contenuta nel pressofuso non è un problema, poiché è uniformemente distribuita nell’intero volume e concentrata solo nei diffusori, garantendo il raggiungimento della qualità superficiale richiesta.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-953" src="https://www.bruschitech.it/content/wp-content/uploads/2018/05/12.png" alt="simulazione presenza di aria" width="663" height="676" /></p>
<p>Tutte queste analisi confermano che il progetto e il sistema di riempimento sono ottimizzati per ottenere la migliore qualità estetica, garantendo una superficie omogenea che può essere sottoposta al trattamento richiesto e contribuire all’aumento del valore percepito degli interni dell’auto.</p>
<p>Per concludere, lo studio di simulazione ci ha permesso di assicurare la miglior qualità superficiale per le bocchette dell’aria condizionata, attraverso l’analisi di quattro fattori principali: la direzione del flusso principale, la sua velocità, il tempo e la temperatura di riempimento e l’assenza di intrappolamenti d’aria. Grazie all’analisi di questi fattori, è stato possibile ottimizzare il processo di pressofusione ridisegnando le forme dei canali di alimentazione e quindi di soddisfare i livelli di qualità estetica richiesta.</p>
<p>[gravityform id=&#8221;2&#8243; title=&#8221;false&#8221; description=&#8221;false&#8221;]</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Bellezza funzionale: il caso di Nespresso KitchenAid Artisan 5KES0503</title>
		<link>https://bruschitech.com/it/bellezza-funzionale-nespresso-kitchenaid/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 19 Oct 2018 08:04:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Co-Design]]></category>
		<category><![CDATA[Finiture superficiali]]></category>
		<category><![CDATA[Pressofusione]]></category>
		<category><![CDATA[co-design]]></category>
		<category><![CDATA[design del prodotto]]></category>
		<category><![CDATA[finitura superficiale]]></category>
		<category><![CDATA[pressofusione]]></category>
		<category><![CDATA[progettazione]]></category>
		<category><![CDATA[small appliances]]></category>
		<category><![CDATA[Zinco]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il ruolo della bellezza funzionale nel design è sinonimo di collaborazione tra i designer e la manifattura. La Bruschi, infatti, considera di fondamentale importanza offrire un servizio denominato co-design: la collaborazione tra cliente e fornitore volta a ottenere risultati che soddisfino pienamente entrambe le parti. Grazie a questo servizio cliente e fornitore possono scambiarsi informazioni [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il ruolo della bellezza funzionale nel design è sinonimo di collaborazione tra i designer e la manifattura. La Bruschi, infatti, considera di fondamentale importanza offrire un servizio denominato co-design: la collaborazione tra cliente e fornitore volta a ottenere risultati che soddisfino pienamente entrambe le parti. Grazie a questo servizio cliente e fornitore possono scambiarsi informazioni e opinioni al fine di concentrarsi sugli aspetti critici, sulle caratteristiche tecniche e sulla qualità richiesta del prodotto. Il co-design è fondamentale per creare un prodotto che soddisfi tecnicamente ed esteticamente cliente e fornitore e che sia allo stesso tempo conforme al processo di produzione.</p>
<p>La Bruschi ha da sempre considerato la coesistenza di caratteristiche funzionali ed estetiche in un unico prodotto una questione centrale. Questa convinzione ha portato alla concezione della filosofia aziendale denominata bellezza funzionale. Secondo questa filosofia un prodotto è composto da elementi funzionali e caratteristiche estetiche che coesistono e si influenzano a vicenda.</p>
<p>L’intersezione di co-design e bellezza funzionale, unitamente alle competenze dei propri ingegneri e ai processi di produzione, ha permesso alla Bruschi di produrre Nespresso KitchenAid Artisan 5KES0503. La creazione di questa macchina del caffè di design ha condotto la Bruschi alla vittoria della prestigiosa European Zinc Die Casting Competition per il design nel 2016.</p>
<h2><strong>Co-design</strong></h2>
<p>Il <a href="https://www.bruschitech.it/design-del-prodotto-per-pressofusione-dfm/" target="_blank" rel="noopener">co-design</a> è fondamentale per ottenere un prodotto capace di soddisfare requisiti tecnici di funzionalità ed essere allo stesso tempo conforme al processo di pressofusione. Questo tipo di approccio è strettamente collegato alla relazione tra fornitore e cliente. Il co-design permette di analizzare approfonditamente ogni dettaglio del design di un prodotto e di un processo e aiuta a consolidare la collaborazione giorno per giorno. Adottando questo metodo, tutti gli eccessi stilistici e le caratteristiche inutili vengono eliminati. Nel momento in cui rimane solamente la parte funzionale, è possibile concentrare tutti gli sforzi nel miglioramento dell’estetica della parte meccanica, garantendo prodotti dall&#8217;aspetto accattivante. Questo approccio aiuta a migliorare il processo di produzione, a ridurre i costi e a realizzare prodotti esteticamente attraenti, coerentemente con la teoria della bellezza funzionale.</p>
<h2><strong>Bellezza funzionale</strong></h2>
<p>Secondo la Bruschi, la bellezza funzionale è basata sulla rimozione di dettagli superflui e sul contemporaneo miglioramento delle qualità estetiche delle rimanenti parti funzionali. La coesistenza di estetica e performance è il nucleo della bellezza funzionale. Un requisito estetico può quindi trasformarsi in un vantaggio funzionale e viceversa. Queste teorie sono state formulate attraverso la collaborazione tra la Bruschi e KitchenAid. Le due società hanno profuso sforzi comuni in merito alla scelta della lega, alla forma del coperchio, alla modalità di riduzione del peso e alla finitura della superficie. L’idea alla base del progetto era di ridurre al minimo i dettagli superflui e di migliorare esteticamente le parti funzionali.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter wp-image-1122" src="https://www.bruschitech.it/content/wp-content/uploads/2018/10/KitchenAidProject2-1024x648.png" alt="" width="736" height="466" /></p>
<h2></h2>
<p>&nbsp;</p>
<h2><strong>Il caso di Nespresso KitchenAid Artisan</strong></h2>
<p>Lo zinco costituisce il materiale ideale per comunicare questo concetto. Infatti può essere utilizzato per ottenere sia componenti strettamente funzionali che componenti esterni estetici, e tutto ciò che è compreso tra questi due estremi. Questa adattabilità del materiale è particolarmente apprezzabile nella custodia in Zama realizzata dalla Bruschi per Nespresso KitchenAid Artisan. La macchina del caffè di design è composta da otto pressofusi di zinco, con peso tra 2.2 kg e 75 g.</p>
<p>La cooperazione tra Bruschi e KitchenAid ha avuto inizio con l’idea di creare una nuova macchina del caffè caratterizzata da splendide forme e finiture innovative. Il design includeva forme rotonde e sinuose, valorizzate da una verniciatura a polvere rosso brillante.<br />
La finitura della superficie costituiva un ulteriore punto focale. Il nuovo design avrebbe dovuto attirare l’attenzione dei consumatori e la scelta del colore distintivo di KitchenAid, noto come Bright Candy Apple Red, avrebbe garantito il risultato. Tuttavia, l’applicazione di una verniciatura a polvere avrebbe sicuramente accentuato ogni imperfezione della finitura della superficie.</p>
<h3><strong>Scelta del materiale</strong></h3>
<p>Durante il processo di co-design, la prima scelta da operare era quella relativa al materiale da utilizzare. Era necessario scegliere un materiale che rappresentasse la filosofia della bellezza funzionale. La lega selezionata avrebbe dovuto essere adatta per creare forme complesse e resistere ai trattamenti di finitura e verniciatura richiesti, allo scopo di soddisfare sia i requisiti funzionali che i requisiti estetici del prodotto.</p>
<p>ZP5 è stato scelto per la sua eccellente finitura superficiale, resistenza, colabilità (capacità di realizzare attraverso stampaggio pezzi con spessori sottili) e texture di qualità al tatto. Le forme desiderate sarebbero state irrealizzabili con altri metalli. Lo zinco pressofuso permette infatti la creazione di angoli di sformo ridotti, fori più piccoli e lunghi e spessori più sottili, mantenendo al contempo la superficie liscia.</p>
<p>Questo è un eccellente esempio di come la funzionalità della lega influenzi l’estetica del prodotto. La funzionalità e le caratteristiche meccaniche del materiale avrebbero limitato la creatività dei designer, impedendogli di progettare design audaci e innovativi.</p>
<h3><strong>Nessuna ulteriore lavorazione</strong></h3>
<p>L’obiettivo principale consisteva nell&#8217;ottenere una superficie perfettamente liscia. La Bruschi ha collaborato con i designer di KitchenAid per realizzare un design elegante, con il minor numero di lavorazioni e operazioni di assemblaggio possibile. Attraverso un’analisi approfondita delle tolleranze e delle geometrie in posizioni di accoppiamento, tutte le otto parti sono state fuse senza ulteriore bisogno di operazioni di lavorazione. Uno studio sugli angoli di sformo dei componenti che si devono accoppiare ha consentito di evitare ulteriori operazioni nel processo di assemblaggio. In questo modo è stato possibile garantire la continuità estetica a cui miravano i designer di KitchenAid. Le tolleranze del pressofuso di 0.05 mm tra i fori di assemblaggio sono state raggiunte, senza bisogno di adattamento durante l’assemblaggio e di operazioni secondarie.</p>
<p>Inoltre, questa qualità puramente estetica ha condotto a due vantaggi funzionali:</p>
<ul>
<li>la lavorazione ridotta ha determinato una riduzione dei costi nella produzione di componenti</li>
<li>il controllo della compatibilità dei pezzi è diventato più rapido, poiché consente di riconoscere istantaneamente getti difettosi</li>
</ul>
<h3><b>Planarità della superficie</b></h3>
<p>L’ultima sfida riguardava la planarità della superficie. Le difficoltà del progetto sono state superate attraverso la stretta collaborazione tra la Bruschi e i tecnici di KitchenAid. Definire insieme le criticità ha permesso di gestirle al meglio sin dalla fase iniziale di design, evitando errori nella prototipazione e riducendo gli scarti.</p>
<p>Al fine di ottenere la qualità superficiale richiesta la struttura interna del pressofuso avrebbe dovuto essere eccellente e senza porosità. Questo perché durante il processo di verniciatura a polvere i pressofusi sono scaldati fino a 200°C. Inoltre, gli estrattori e i punti di iniezione avrebbero dovuto essere posizionati nella parte interna del componente per evitare di lasciare tracce sulla superficie esterna.</p>
<p>Per questa ragione, la giusta posizione dei punti di iniezione e degli sfoghi è stata progettata con MAGMASOFT. L’utilizzo di un software di simulazione per determinare il posizionamento degli estrattori e dei punti di iniezione ha assicurato il corretto riempimento senza lasciare alcun segno sulla superficie, evitando così inclusioni d&#8217;aria e porosità indesiderate.</p>
<p>Per ridurre ulteriormente il rischio di inclusioni d’aria, la Bruschi ha adottato il metodo di pressofusione sottovuoto. L’utilizzo della valvola del vuoto permette la produzione di pressofusi senza problemi di creazione di bolle, determinando un tasso di scarto vicino allo zero.</p>
<p>Tutti questi sforzi hanno portato a risultati altamente soddisfacenti. Alla fine della cottura termica la planarità della superficie rientrava ancora in una tolleranza di 0.3 mm. Un notevole risultato, che è ulteriormente valorizzato dalla lucentezza della verniciatura finale in un rosso brillante.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter wp-image-1123" src="https://www.bruschitech.it/content/wp-content/uploads/2018/10/KitchenAid3-1.png" alt="" width="706" height="517" /></p>
<h3></h3>
<p>&nbsp;</p>
<h3><strong>L&#8217;approvazione di KitchenAid</strong></h3>
<p>Alla fine della collaborazione con la Bruschi, Darrin Keiser &#8211; Kitchen Aid Small Appliances Global Senior Quality Manager – era soddisfatto e impressionato dal risultato. Keiser ha affermato:</p>
<h4>“<em>La mia esperienza con la Bruschi è stata un percorso molto gratificante. Fin dai primi giorni del progetto, durante i quali si doveva procedere alla selezione di un fornitore con dipendenti, metodi e processi di produzione altamente competenti e performanti, per me era chiaro che la Bruschi sarebbe stata una scelta vincente. Il suo team è dedito alla prospettiva di alta qualità alla quale è associato il nostro brand</em>”.</h4>
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<p>&nbsp;</p>
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		<title>Vernici, placcature e altri tipi di rivestimenti superficiali</title>
		<link>https://bruschitech.com/it/vernici-placcature-e-altri-tipi-di-rivestimenti-superficiali/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 29 Jun 2018 14:50:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Finiture superficiali]]></category>
		<category><![CDATA[cromatura]]></category>
		<category><![CDATA[finitura superficiale]]></category>
		<category><![CDATA[trattamenti superficiali]]></category>
		<category><![CDATA[verniciatura]]></category>
		<category><![CDATA[ZAMAK]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>In questo post elencheremo e definiremo i rivestimenti superficiali più comuni per i pressofusi in lega di zinco e i loro effetti. Inoltre, illustreremo tre diversi casi in cui l’applicazione di uno specifico trattamento ha migliorate le performance complessive del componente. &#160; Specifiche tecniche dello zinco La grande maggioranza dei pressofusi richiede delle lavorazioni specifiche [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>In questo post elencheremo e definiremo i <strong>rivestimenti superficiali</strong> più comuni per i pressofusi in lega di zinco e i loro effetti. Inoltre, illustreremo tre diversi casi in cui l’applicazione di uno specifico trattamento ha migliorate le performance complessive del componente.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h1></h1>
<h1>Specifiche tecniche dello zinco</h1>
<p>La grande maggioranza dei pressofusi richiede delle lavorazioni specifiche per andare incontro ai requisiti estetici, per migliorare la resistenza all’usura o per ottenere una barriera protettiva contro la corrosione: molte parti hanno bisogno di essere migliorate tramite operazioni secondarie, prima di essere spedite.</p>
<p>Alcuni metalli sono più adatti a subire trattamenti galvanici, verniciature e smaltature di altri: uno di questi metalli è lo zinco. Lo zinco è un metallo denso, molto durevole e più forte rispetto a materiali plastici, come i polimeri. Lo zinco pressofuso permette inoltre di ottenere angoli di sformo più stretti, fori più piccoli e lunghi e pareti più sottili, dando la possibilità di sviluppare forme innovative. Questo, unito alla possibilità di utilizzare dei trattamenti superficiali non-convenzionali, offre dei vantaggi competitivi rispetto alla concorrenza. Scegliendo di lavorare con lo zinco, i designer possono scegliere tra un’ampia gamma di <strong>rivestimenti superficiali</strong>, in grado di impartire diverse texture e miglioramenti superficiali.</p>
<p>I designer e i project manager sono sempre in cerca di nuovi modi per migliorare i propri prodotti: una collaborazione con un fornitore può aiutarli ad identificare i punti critici nel progetto o a risolvere problemi pre-esistenti. In una collaborazione di co-design, il fornitore può suggerire al cliente il modo migliore di ottimizzare il prodotto per le finiture, basandosi sulla sua esperienza.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>La scelta del materiale e del rivestimento</h2>
<p>Durante la collaborazione, il primo passo è la scelta della giusta lega e della valutazione delle sue performance tenendo conto dell’uso finale del componente. Il primo punto da chiarire è se il componente deve essere utilizzato all’interno o all’esterno: nel secondo caso, sarebbe consigliabile applicare un trattamento di resistenza alla corrosione. Ci sono diversi tipi di corrosione, che dipendono dal metallo scelto e dall’ambiente circostante.</p>
<p>Un altro criterio di cui tenere conto è la necessità di un trattamento estetico: a seconda dell’utilizzo finale del componente, i clienti potrebbero richiedere una verniciatura, smaltatura, cromatura o placcatura.</p>
<p>Dopo aver analizzato ogni aspetto tecnico, è importante studiare i vantaggi dei diversi tipi di <strong>rivestimenti superficiali</strong>: tra questi vedremo lo zinco nero, i rivestimenti a conversione chimica-elettrica, i rivestimenti liquidi spray e cotti, placcatura in rame-stagno-zinco, placcatura in rame-nichel-cromo, placcatura meccanica e rivestimenti in polvere epossidica e poliestere.</p>
<h3>Zinco Nero</h3>
<p>Durante questo processo, uno spesso strato di fosfato nero viene applicato al pressofuso e funge da protezione contro l’umidità e gli ambienti corrosivi. È solitamente un pre-trattamento, in cui la placcatura è seguita da un rivestimento di conversione al cromo nero.</p>
<h3>Rivestimenti a conversione chimica-elettrica</h3>
<p>Questi <strong>rivestimenti superficiali</strong> prevedono un immersione chimica che forma una pellicola protettiva sulla superficie dello zinco. Il loro scopo è di proteggere i componenti durante lo stoccaggio e negli ambienti interni. Solitamente i rivestimenti di conversione sono seguiti dall’applicazione di sostanze idrorepellenti o di vernici per potenziare l’effetto.</p>
<h3>Rivestimenti liquidi spray e cotti</h3>
<p>Questo tipo di rivestimenti include diversi componenti chimici come epossidici, poliesteri, fenolici e uretani.</p>
<h3>Placcatura in rame-stagno-zinco</h3>
<p>Il risultato di questa lavorazione è un finish opaco e argenteo sulla superficie dello zinco. Fornisce un’ottima protezione, ma il rivestimento tende ad ossidarsi col tempo, diventando nero.</p>
<h3>Placcatura in rame-nichel-cromo</h3>
<p>Questo trattamento è uno dei migliori per resistere alla corrosione. Protegge la superficie dello zinco contro l’acidità dei bagni successivi, e permette di uniformare la superficie garantendo allo stesso tempo una buona conduttività elettrica.</p>
<h3>Placcatura meccanica</h3>
<p>Questa procedura prevede il posizionamento delle parti in un tamburo, insieme ad una mistura di polveri metalliche e un attivatore chimico, seguiti dalla burattatura dei componenti fino a che il rivestimento raggiunge lo spessore desiderato. Il rivestimento si forma quindi grazie ad un’azione meccanica e chimica combinata. Il vantaggio di questa lavorazione è che può essere applicata a tutte le superfici, anche negli angoli interni. La colorazione finale dipende dalle diverse combinazioni dei metalli.</p>
<h3>Rivestimenti in polvere epossidica e poliestere</h3>
<p>Questi <strong>rivestimenti superficiali</strong> vengono applicati come polveri tramite un processo elettrostatico asciutto, e successivamente vengono fusi in un forno. Il fatto di non utilizzare solventi fornisce un grosso vantaggio, poiché previene la formazione di alcuni difetti legati al loro utilizzo.</p>
<p>Questa non è una lista completa di tutti i possibili trattamenti di finitura, ma è solo una selezione dei più comuni nell’ambito della pressofusione dello zinco.</p>
<p>Ora presenteremo una raccolta di casistiche in cui queste tecnologie sono state implementate e modificate su misura per le richieste del cliente, tramite una collaborazione tra cliente e fornitore.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>CASI REALI</h2>
<p>L’uso della ZAMAK nei processi di pressofusione rende i componenti adatti a ricevere una serie di finiture diverse, che sarebbero impossibili da ottenere con altre leghe, portando ad ottenere prodotti che hanno sia alti livelli di funzionalità che notevoli caratteristiche estetiche.</p>
<p>Bruschi ha 70 anni di esperienza con i clienti di diverse industrie, che includono l’automotive, l’illuminotecnica, piccoli elettrodomestici per la casa, chiusure per porte e finestre. Grazie a queste conoscenze trasversali, i nostri designer possono offrire soluzioni alternative, provenienti da altre industrie e che garantiscono sempre il massimo della qualità nel materiale, nei procedimenti, nella produzione e nella durata dei prodotti.</p>
<h3></h3>
<h3>CASO 1 – Un nuovo rivestimento per evitare le bolle</h3>
<p>Un cliente importante nel settore dell’automotive aveva chiesto a Bruschi di ricreare un componente che veniva in precedenza prodotto da un diverso fornitore. Il cliente voleva una nuova soluzione poiché il prodotto aveva una percentuale di scarto superiore al 25% a causa delle bolle che si formavano dopo il trattamento galvanico.</p>
<p>Bruschi ha lavorato concentrando i suoi sforzi, anche tramite la sua rete di fornitori, per evitare la formazione delle bolle. La soluzione è stata cambiare il rivestimento: passando da un rivestimento galvanico alla passivazione, la percentuale di scarti causate dalle bolle è calata dal 25% a poche parti per milione.</p>
<h3></h3>
<h3>CASO 2 – Migliorare la resistenza allo spray salino</h3>
<p>Un importante cliente del settore automotive ha chiesto a Bruschi una soluzione per migliorare la resistenza al test dello spray salino di un componente pre-esistente. Questo componente era prodotto da Bruschi ed era destinato ad essere assemblato su automobili subcompatte. Per un nuovo progetto, il componente avrebbe dovuto ricevere un trattamento migliore per soddisfare i requisiti necessari ad essere utilizzato su macchine di lusso. Generalmente, la resistenza allo spray salino è data dall’uso di particolari trattamenti.</p>
<p>Per il componente destinato alle subcompatte, la resistenza garantita era di 120 ore, grazie ad un trattamento chiamato Fe/Zn: tuttavia, questo trattamento non era adatto alle auto di lusso. Per raggiungere il nuovo obiettivo, Bruschi doveva aumentare la resistenza a oltre 1000 ore.</p>
<p>Grazie all’esperienza di Bruschi e alla sua rete di fornitori, il cliente ha raggiunto il suo obiettivo, implementando un trattamento galvanico speciale, che garantiva la resistenza SST di oltre 1000 ore.</p>
<h3></h3>
<h3>CASO 3 – Vernici speciali invece del trattamento al cromo opaco</h3>
<p>Per un importante cliente del settore delle serrature, Bruschi ha sviluppato una lavorazione diversa in modo da diminuire la percentuale di scarto. In particolare, il cliente richiedeva un trattamento superficiale al cromo opaco per alcuni suoi componenti, ma a causa della loro geometria complessa e ricca di angoli, era impossibile garantire la qualità richiesta e il tasso di scarti era fuori controllo.</p>
<p>Collaborando con la sua rete di fornitori, in particolare il verniciatore e la compagnia chimica, Bruschi ha sviluppato una vernice speciale per assicurare le stesse caratteristiche ai componenti senza utilizzare il trattamento al cromo opaco. Cambiando la tecnica utilizzata, il cliente aveva gli stessi componenti, ma un tasso di scarti minore.</p>
<p>Questi case study confermano l’importanza dei <strong>rivestimenti superficiali</strong> e di come una collaborazione con i propri fornitori possa aiutare a ridurre la percentuale di scarto, trovando soluzioni alternative o creando finiture superficiali su misura per ottenere le migliori performance possibili da un componente.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Se vuoi saperne di più sui processi di finitura, puoi leggere altri articoli sull&#8217;argomento:</p>
<p>1- <a href="https://www.bruschitech.it/focus-sui-trattamenti-superficiali/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Focus sui trattamenti superficiali</a></p>
<p>2- <a href="https://www.bruschitech.it/tecniche-per-la-finitura-dei-metalli/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Tecniche di lavorazione per la finitura dei metalli</a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>[gravityform id=&#8221;2&#8243; title=&#8221;false&#8221; description=&#8221;false&#8221;]</p>
<p>The post <a href="https://bruschitech.com/it/vernici-placcature-e-altri-tipi-di-rivestimenti-superficiali/">Vernici, placcature e altri tipi di rivestimenti superficiali</a> appeared first on <a href="https://bruschitech.com/it/homepage">Bruschi</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Tecniche di lavorazione per la finitura dei metalli</title>
		<link>https://bruschitech.com/it/tecniche-per-la-finitura-dei-metalli/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 08 Jun 2018 06:55:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Finiture superficiali]]></category>
		<category><![CDATA[finitura superficiale]]></category>
		<category><![CDATA[trattamenti superficiali]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.bruschitech.it/?p=928</guid>

					<description><![CDATA[<p>In questo post elencheremo alcune delle tecniche di lavorazione più comuni per la finitura dei metalli e vedremo il loro effetto sulle superfici. I trattamenti superficiali sono solitamente le ultime lavorazioni a cui deve essere sottoposto un prodotto pressofuso, prima dell’assemblaggio: essi possono essere divisi in trattamenti di rivestimento e trattamenti post-fonditura. I trattamenti di [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>In questo post elencheremo alcune delle tecniche di lavorazione più comuni per la <strong>finitura dei metalli</strong> e vedremo il loro effetto sulle superfici.</p>
<p><a href="https://www.bruschitech.it/focus-sui-trattamenti-superficiali/">I trattamenti superficiali</a> sono solitamente le ultime lavorazioni a cui deve essere sottoposto un prodotto pressofuso, prima dell’assemblaggio: essi possono essere divisi in trattamenti di rivestimento e trattamenti post-fonditura. I trattamenti di rivestimento includono la verniciatura, la cromatura e la placcatura, e determinano l’aspetto finale del componente. I trattamenti post-fonditura invece possono assolvere due funzioni: la prima è di migliorare la funzionalità del componente, la seconda è di migliorare le sue qualità superficiali ed estetiche.</p>
<p>Solitamente, i trattamenti post-fonditura sono  utilizzati per preparare la superficie al rivestimento finale, ma possono anche essere usati per determinare la texture finale dei componenti metallici.</p>
<h1><strong>Lavorazioni superficiali: semplice preparazione o trattamento finale?</strong></h1>
<p>Il termine “Lavorazione superficiale” è molto generico, ed identifica tutti i processi industriali mirati a modificare un prodotto industriale, un componente o parte della sua superficie per migliorare le loro proprietà e qualità.</p>
<p>Nell’ambito della <strong>finitura dei metalli</strong>, queste tecniche possono essere sia meccaniche che chimiche e possono includere un’ampia varietà di trattamenti ed effetti: dai miglioramenti all’ergonomia di un componente, ottenibili con trattamenti come la zigrinatura, allo smussamento dei bordi taglienti, ottenibile con la sabbiatura.</p>
<p>Questo significa che le lavorazioni superficiali possono essere utilizzate come ultima lavorazione di un componente prima dell’assemblaggio o della spedizione: la maggior parte delle lavorazioni lascia una texture riconoscibile sulla superficie del prodotto, dandogli un aspetto generalmente piacevole anche senza l’uso di rivestimenti.</p>
<p>L’uso più diffuso dei trattamenti post-fonditura rimane però la preparazione della superficie dei componenti al rivestimento: avere una superficie pulita è fondamentale per prevenire la formazione di  difetti al momento del rivestimento.  Qui sotto potete trovare una lista delle tecniche di lavorazione più comunemente utilizzate per le finiture dei pressofusi in lega di zinco:</p>
<ul>
<li>Abrasione</li>
<li>Brunitura</li>
<li>Planarizzazione chimico-meccanica (CMP)</li>
<li>Elettro-lucidatura</li>
<li>Molatura</li>
<li>Fresatura chimica</li>
<li>Limatura</li>
<li>Burattatura</li>
<li>Vibratura</li>
<li>Lucidatura chimica e meccanica</li>
<li>Sbavatura termica</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<h3><strong>Abrasione</strong></h3>
<p>L’abrasione è uno dei processi di <strong>finitura dei metalli</strong> più comune, e consiste nel condurre un flusso di materiale abrasivo ad alta pressione contro una superficie. Può essere usato per diminuire o aumentare la ruvidità della superficie, ma anche per modellarla o per rimuovere dei contaminanti.</p>
<p>Tra i diversi tipi di abrasione, uno dei più efficaci è la sabbiatura, che usa la sabbia come materiale abrasivo: il risultato finale è simile a quello che si avrebbe utilizzando carta vetrata.</p>
<h3><strong>Brunitura</strong></h3>
<p>La brunitura è una levigatura solitamente ottenuta dall’azione di palline in acciaio poste in una macchina vibrante: quest’azione rende la superficie dello zinco più liscia e luminosa.</p>
<h3><strong>Planarizzazione chimico-meccanica (CMP)</strong></h3>
<p>La planarizzazione chimico-meccanica (CMP) è una lavorazione che unisce le forze chimiche e meccaniche: è implementata attraverso l’utilizzo di una spazzola rotante che permette di applicare uniformemente un composto lucidante, che risulta in superfici zincate più lisce.</p>
<h3><strong>Elettro-lucidatura</strong></h3>
<p>Con l’elettro-lucidatura è possibile rimuovere ogni materiale estraneo dai componenti metallici. Il processo è simile alla galvanica, ma agisce al contrario: un componente metallico viene immerso in un bagno elettrolitico e funge da anodo: alcune particelle superficiali si staccano e vengono attirate dal catodo, risultando in una superficie più liscia.</p>
<p>L’elettro-lucidatura ha molte applicazioni nell’ambito della <strong>finitura dei metalli</strong>  perché può efficacemente essere utilizzata su oggetti dalla forma irregolare. È normalmente usato per lucidare e passivare, ma può anche essere usato per rimuovere le bave: la dissoluzione anodica in condizioni di elettro-pulitura sbava gli oggetti metallici tramite l’aumento della densità di corrente sugli angoli e sulle bave.</p>
<h3><strong>Molatura</strong></h3>
<p>La molatura è una forma di abrasione ed è utilizzato per ottenere un finish liscio su superfici piane. È inoltre una tecnica molto precisa, poiché può essere utilizzata per produrre incisioni profonde pochi micrometri sulle superfici metalliche.</p>
<h3><strong>Fresatura chimica</strong></h3>
<p>La fresatura chimica, è una tecnica utilizzata sia per pulire che per incidere le superfici metalliche. Durante questo processo, si utilizzano bagni di sostanze chimiche a temperatura controllata per rimuovere materiale in eccesso e dare al prodotto la forma desiderata.</p>
<h3><strong>Limatura</strong></h3>
<p>La limatura è prevede l’uso di tecniche simili alla molatura per rendere una superficie piana o per lucidarla.</p>
<h3><strong>Burattatura</strong></h3>
<p>La burattatura è una procedura che si applica a piccoli component in metallo per rendere lisce le superfici ruvide. È una finitura molto comune, dal momento che può essere utilizzata anche per rimuovere le bave e la ruggine, oltre a rendere più brillante l’intera superficie.</p>
<h3><strong>Vibratura</strong></h3>
<p>La vibratura è una particolare tecnica che permette di rimuovere le bave, di lustrare, pulire e rendere più brillanti piccole parti o componenti. Durante la lavorazione, le parti sono inserite all’interno di un contenitore vibrante al fine di ottenere l’effetto desiderato: il contenitore e i pezzi al suo interno cominciano quindi a vibrare.</p>
<p>Questo procedimento è diverso dalla burattatura, dal momento che permette di rifinire anche le caratteristiche interne, come i buchi, ed è anche più rapido e meno rumoroso.</p>
<h3><strong>Lucidatura chimica e meccanica</strong></h3>
<p>La lucidatura utilizza sempre degli strumenti di abrasione per lisciare la superficie del prodotto. La lucidatura meccanica si esegue solitamente con cinture o dischi abrasivi per livellare le superfici, rimuovere graffi e scanalature, e per lucidare la superficie lasciando un finish spazzolato o rigato.</p>
<p>La lucidatura chimica viene spesso impiegata per rimuovere questo finish: solitamente, un disco di stoffa rotante viene impregnato di componenti abrasivi e applicato alla superficie, donando alla superficie un finish lucido.</p>
<h3><strong>Sbavatura termica</strong></h3>
<p>Durante la sbavatura termica, la combustione del gas metano contenuto in una camera pressurizzata è utilizzato per rimuovere le bave, le irregolarità o contaminanti nascosti attraverso una reazione di ossidazione. La lavorazione è particolarmente efficace per i fori interni e i canali che sarebbero difficili da raggiungere e sbavare con altre tecniche.</p>
<p>Questi sono solo alcune tra le tecniche esistenti per la <strong>finitura dei metalli</strong>, e i più comunemente usati con i prodotti pressofusi in lega di zinco. A seconda del prodotto e del suo materiale, ci possono quindi essere diversi processi di finitura tra cui scegliere: al fine di assicurarsi di scegliere il più adatto alle proprie necessità, è consigliabile contattare il proprio fornitore per ottenere dei consigli.</p>
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		<item>
		<title>Trattamenti superficiali: i difetti di verniciatura</title>
		<link>https://bruschitech.com/it/trattamenti-superficiali-difetti-di-verniciatura/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 09 Apr 2018 08:14:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difetti]]></category>
		<category><![CDATA[Finitura superficiale]]></category>
		<category><![CDATA[difetti]]></category>
		<category><![CDATA[finitura superficiale]]></category>
		<category><![CDATA[trattamenti superficiali]]></category>
		<category><![CDATA[verniciatura]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>In questo post analizzeremo i difetti di verniciatura che causano imperfezioni superficiali nei prodotti pressofusi in lega di zinco, in particolare come riconoscerli e prevenirli. Nella produzione di prodotti che necessitano di un grande impatto estetico, la verniciatura si rivela essere una delle soluzioni ottimali grazie alla sua versatilità applicativa: essa offre, infatti, non solo [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>In questo post analizzeremo i <strong>difetti di verniciatura</strong> che causano imperfezioni superficiali nei prodotti pressofusi in lega di zinco, in particolare come riconoscerli e prevenirli.</p>
<p>Nella produzione di prodotti che necessitano di un grande impatto estetico, la verniciatura si rivela essere una delle soluzioni ottimali grazie alla sua versatilità applicativa: essa offre, infatti, non solo una grande varietà in termini di colorazioni, ma permette anche di determinare la texture finale del prodotto. Con diversi processi di verniciatura è possibile ottenere prodotti opachi, lucidi o persino metallizzati, ad un costo inferiore rispetto alla galvanizzazione. Inoltre, i prodotti verniciati guadagnano resistenza superficiale grazie agli strati aggiuntivi e alla passivazione che precede la verniciatura.</p>
<p>Tuttavia, come in ogni processo industriale, ci sono diversi fattori che rischiano di compromettere la riuscita ottimale del prodotto. In particolare, nel settore della pressofusione, alcuni errori possono essere più comuni di altri, ad esempio:</p>
<ul>
<li>Variazioni di tinta</li>
<li>Effervescenze</li>
<li>Blister</li>
<li>Distorsioni</li>
<li>Spelature</li>
<li>Sverniciature</li>
<li>Puntinature</li>
<li>Riporto insufficiente o sottile</li>
<li>Buccia d’arancia</li>
</ul>
<p>Vediamo ora più nel dettaglio questi <strong>difetti di verniciatura</strong>, le loro cause e come prevenirli.</p>
<h2><strong>Variazioni di tinta</strong></h2>
<p>Le variazioni di tinta possono riguardare il singolo componente, che presenta quindi aree di colori diversi tra loro o ombreggiature localizzate, oppure partite di uno stesso prodotto verniciate in infornate diverse, che presentano colorazioni diverse dall’infornata precedente.</p>
<p>Queste discromie possono essere causate da una vernice in polvere scaduta o mal conservata, dalla presenza di fumi che anneriscono alcune parti del prodotto, oppure da variazioni nella temperatura o nel tempo di cottura tra un’infornata e la successiva.</p>
<p>Durante la verniciatura infatti i pezzi vengono riscaldati per facilitare l’applicazione della vernice in polvere, e successivamente possono essere esposti a raggi UV o riscaldati più volte in base al trattamento e al finishing richiesto. Per questo motivo è fondamentale che i tempi e le temperature impostati per la prima infornata corrispondano a quelli delle seguenti e che non vengano modificati durante la produzione. Inoltre, il controllo della temperatura dovrebbe essere effettuato con sistemi di acquisizione durante tutto il processo utilizzando pirometri correttamente calibrati.</p>
<h2><strong>Effervescenze</strong></h2>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-867 alignnone" src="https://www.bruschitech.it/content/wp-content/uploads/2018/04/frizzante.png" alt="Difetti di verniciatura effervescenze" width="186" height="268" /></p>
<p>Le effervescenze si presentano come piccole bolle, molto simili ai blister ma di dimensioni ridotte e solitamente più numerose, talvolta caratterizzate da un foro centrale. Solitamente sono causate da intrappolamenti di acqua o solvente rimasti nelle porosità del pezzo, che emergono a seguito del riscaldamento.</p>
<p>Questi intrappolamenti possono essere evitati pulendo e asciugando meglio i componenti, ad esempio attraverso una pre-cottura a 100°C, oppure preferendo l’uso di aria calda a quello del vapore per asciugarli.</p>
<h2><strong>Blister</strong></h2>
<p>I blister si presentano come bolle superficiali aderenti al metallo, solitamente non più grandi di 8 mm. I blister non sono propriamente <strong>difetti di verniciatura</strong>, quanto più difetti del pressofuso stesso, causati da intrappolamenti di aria e porosità sotto la superficie che sono riemersi a causa del riscaldamento del componente.</p>
<p>Per evitare questo problema è possibile migliorare la distribuzione di porosità nel getto attraverso <a href="https://www.bruschitech.it/vantaggi-della-simulazione-hpdc/">uno studio di simulazione</a>, e testare i componenti riscaldandoli prima di passare alla fase di verniciatura. In alternativa, si può provare a ridurre il tempo di permanenza nel forno ed utilizzare la temperatura più bassa possibile.</p>
<h2><strong>Distorsioni</strong></h2>
<p>Questi <strong>difetti di verniciatura </strong>sono più rari rispetto ai precedenti, ma comunque interessanti: si verificano quando un componente non riesce a sostenere la cottura e subisce un creep a seguito del riscaldamento in forno, oppure quando i supporti per la verniciatura esercitano una forza eccessiva, deformando il componente.</p>
<p>Per risolvere il problema, si dovrebbero evitare temperature troppo elevate e controllare il posizionamento e la forza applicata dai supporti. In alcuni casi può essere necessario modificare il design del componente stesso: è consigliabile chiedere aiuto al proprio fornitore di fiducia, in modo da assicurarsi che il design sia adatto ai processi al quale dovrà essere sottoposto.</p>
<p>Si tratta di una piccola accortezza preliminare che può però aiutare a prevenire problemi successivi, sia nei trattamenti superficiali che nelle successive fasi di assemblaggio e utilizzo del prodotto.</p>
<h2><strong>Spelature</strong></h2>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" wp-image-865 alignnone" src="https://www.bruschitech.it/content/wp-content/uploads/2018/04/peeling-vernice.jpg" alt="difetti di verniciatura: spelatura" width="212" height="309" /></p>
<p>Le spelature si presentano come aree dove la vernice è applicata in maniera irregolare o tende ad essere facilmente rimovibile. Questo solitamente succede a causa di contaminazioni sulla superficie con oli, grassi, ossidi, polveri ma anche impronte digitali. È un problema facilmente evitabile tramite una pulizia attenta dei componenti e l’utilizzo di guanti per la manipolazione dei componenti.</p>
<h2><strong>Sverniciature </strong></h2>
<p>Questi <strong>difetti di verniciatura</strong> sono tipici dell’uso di vernice a polvere elettrostatica.</p>
<p>In questa particolare tecnica di verniciature si genera un campo elettrico tra la punta della pistola da verniciatura ed il pezzo da verniciare e, normalmente, questo aiuta l’adesione della polvere alla superficie in modo omogeneo, ma può capitare che, quando il componente presenta nicchie o canali sulla superficie, si crei una gabbia di Faraday e che il campo elettrico segua le zone a bassa resistività, ovvero i bordi del canale. Si avranno quindi accumuli di vernice nel contorno della nicchia, e mancanza di vernice sulla superficie interna.</p>
<p>Per evitare queste situazioni e assicurarsi che la vernice possa raggiungere anche le cavità è consigliabile ridurre il voltaggio della pistola: in questo modo si ridurrà anche la forza del campo elettrico vicino alla superficie del componente. Diminuendo la forza del campo elettrico migliora la penetrazione delle particelle nella gabbia di Faraday, poiché la forza che spinge le particelle di polvere verso i bordi delle nicchie sarà indebolita.</p>
<p>Nella progettazione di un pezzo destinato alla verniciatura a polvere elettrostatica sarà comunque buona norma cercare di evitare fori profondi e zone a curvatura elevata.</p>
<h2><strong>Puntinature</strong></h2>
<p>Le puntinature si presentano come granuli di piccole dimensioni sotto lo strato di vernice. Solitamente compaiono in gruppi e sono dovuti alla presenza di polvere sul pezzo. Per evitarne la formazione è necessario assicurarsi della pulizia degli ambienti e dei pezzi anche in fase di stoccaggio, pulendoli con panni elettrostatici o con un getto di aria compressa.</p>
<h2><strong>Riporto insufficiente</strong></h2>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-866 alignnone" src="https://www.bruschitech.it/content/wp-content/uploads/2018/04/poca-vernice.png" alt="difetti di verniciatura: riporto insufficiente" width="189" height="269" /></p>
<p>Con questo termine si identificano quelle zone dove la verniciatura appare trasparente o insufficiente, solitamente localizzate lungo gli spigoli del componente. Possono essere dovute sia a problemi di tipo quantitativo, dovuti ad uno scarso dosaggio della polvere, o a parametri di spruzzatura inadatti al componente da verniciare.</p>
<p>Inoltre, potrebbero esserci problemi tecnici con la messa a terra che causano interferenze nei campi elettrici, ostacolando il processo di adesione. In tutti questi casi, la soluzione è il controllo e l’eventuale correzione dei parametri e dei errori nel processo.</p>
<h2><strong>Buccia di arancia</strong></h2>
<p>Come suggerisce il suo nome, questo difetto rende la superficie del pezzo verniciato simile alla buccia di un’arancia: invece di apparire lucida e omogenea, presenta piccoli bozzi che la rendono ruvida al tatto. Si tratta di un difetto dovuto a strati troppo spessi di vernice: è quindi sufficiente controllare il funzionamento degli ugelli, il loro posizionamento e modificare le impostazioni del sistema in modo tale da depositare uno strato più sottile.</p>
<p>In conclusione, abbiamo visto quali sono i <strong>difetti di verniciatura</strong> più comuni nell’ambito della pressofusione, analizzando per ognuno le cause scatenanti ed esponendo le giuste modalità e i giusti consigli per evitarli. In questi casi, la soluzione migliore è sempre affidarsi a fornitori esperti e fidati, che sappiano consigliare il tipo di pre-finitura migliore per il processo di verniciatura desiderato in modo da ridurre il rischio di formazione di difetti superficiali.<br />
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		<title>Finitura superficiale: come evitare i difetti di cromatura</title>
		<link>https://bruschitech.com/it/finitura-superficiale-evitare-i-difetti-di-cromatura/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 03 Apr 2018 08:51:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difetti]]></category>
		<category><![CDATA[Finitura superficiale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>In questo post parleremo dei difetti nella finitura superficiale più comuni quando si lavora con prodotti in lega di zinco. In particolare, parleremo di: Blister Puntinatura Bruciature Noduli Sfogliature &#160; La finitura superficiale &#160; La finitura superficiale gioca un ruolo cruciale per moltissimi prodotti in lega di zinco: spesso il motivo principale per cui si [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>In questo post parleremo dei difetti nella finitura superficiale più comuni quando si lavora con prodotti in lega di zinco. In particolare, parleremo di:</p>
<ul>
<li>Blister</li>
<li>Puntinatura</li>
<li>Bruciature</li>
<li>Noduli</li>
<li>Sfogliature</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<h2><strong>La finitura superficiale</strong></h2>
<p>&nbsp;</p>
<p>La finitura superficiale gioca un ruolo cruciale per moltissimi prodotti in lega di zinco: spesso il motivo principale per cui si predilige l’uso della zamak per la creazione di un componente è proprio la grande varietà di finiture e colorazioni che offre, sia attraverso la placcatura sia attraverso la verniciatura. Per questo motivo è importante conoscere e saper prevenire i difetti legati alla qualità superficiale dei pressofusi.</p>
<p>I difetti di finitura superficiale possono essere dovuti a diverse cause, che spaziano dalla qualità del getto a problemi in fase di pre-finitura o finitura.  Con pre-finitura si intendono tutte quelle lavorazioni necessarie a preparare il prodotto per i successivi trattamenti di elettrodeposizione o verniciatura, come ad esempio sbavatura, vibratura, pulitura e lucidatura. A seconda della causa scatenante, si possono riscontrare diversi tipi di difetti, ma alcuni sono più comuni di altri.</p>
<p>Tra i difetti più diffusi ci sono i blister e le puntinature: si tratta di difetti che possono essere causati da molteplici fattori, per i quali sarà necessaria un’analisi più approfondita per individuare la causa e procedere alla correzione.</p>
<p>Oltre ai blister e alle puntinature, ci sono altri tre tipi di difetti superficiali facilmente riconoscibili: le bruciature, i noduli e le sfogliature.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2><strong>I blister</strong></h2>
<p>&nbsp;</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter wp-image-203 size-full" src="https://www.bruschitech.it/content/wp-content/uploads/2018/03/blister.jpg" alt="Blister da finitura superficiale" width="640" height="411" /></p>
<p>I blister si presentano come delle vesciche in rilievo rispetto alla superficie del pezzo, e le loro dimensioni possono variare a seconda della causa della loro formazione. I blister possono essere infatti causati da difetti nel pressofuso, errori in fase di pre-finitura o errori in fase di elettrodeposizione.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3><strong>Blister da pressofusione</strong></h3>
<p>&nbsp;</p>
<p>Questo tipo di blister può essere causato da<a href="https://www.bruschitech.it/zamak-per-pressofusione-in-camera-calda/"> impurità nella lega</a>, ad esempio dalla presenza di piombo e cadmio, o dalla corrosione intergranulare, ma anche da difetti di stampaggio quali giunzioni fredde e porosità superficiale.</p>
<p>In questi casi i blister si presentano come vesciche rotonde, di grandi dimensioni e dure al tatto. Per una migliore analisi del difetto, sarà necessario tagliare la vescica con una lama affilata: sarà così possibile osservare che, sezionando il blister, si taglierà anche il pressofuso. Tutte queste caratteristiche identificano blister formati a causa di una porosità sub-superficiale sviluppatasi in fase di stampaggio: per questo motivo sarà necessario ridurre la porosità superficiale.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3><strong>Blister da pre-finitura</strong></h3>
<p>&nbsp;</p>
<p>Come già detto, i blister non sono sempre causati da difetti nel pressofuso, ma possono formarsi anche a seguito di errori in fase di pre-finitura. Ad esempio, durante la preparazione di un pezzo per l’elettrodeposizione bisogna prestare molta attenzione alla presenza di ossidazioni, corrosioni e altre contaminazioni della superficie del metallo. Infatti, nel caso in cui la superficie non sia perfettamente pulita al momento dell’elettrodeposizione, si assisterà alla formazione di gruppi di blister tondi: tagliando questi blister, il metallo sottostante resterà esposto ed, osservando la sezione al microscopio, sarà ben visibile lo strato di materiale ossidato che ha provocato il problema.</p>
<p>Per evitare queste situazioni, è buona norma evitare ritardi tra colata del getto, pulitura ed elettrodeposizione così da ridurre la probabilità di ossidazioni superficiali. Nel caso in cui non sia possibile evitare un ritardo, ad esempio se ci si rivolge ad un fornitore esterno, una soluzione potrebbe essere di immergere il componente in una soluzione in grado di inibire la corrosione, che andrà poi rimossa prima di procedere alla placcatura. Se, nonostante tutte queste accortezze, si dovessero comunque individuare segni di corrosione sul pezzo, è possibile effettuare una pulitura tramite vibratura meccanica o usando un acido.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3><strong>Blister causati dall&#8217;elettrodeposizione</strong></h3>
<p>&nbsp;</p>
<p>Un altro tipo di blister facilmente riconoscibile è quello causato da una cattiva adesione tra lo strato di nickel e quello di rame, o tra nickel e cromo. Queste vesciche sono spesso numerose, di forma irregolare e distribuite sull’intera superficie del pezzo, anche distanziate tra loro. A differenza delle precedenti risultano facilmente scalfibili e, una volta rimosse, lasciano scoperto lo strato di rame o di nickel sottostante.</p>
<p>Per evitare la formazione di questo difetto, è necessario assicurarsi che lo strato di rame protettivo sia sufficientemente spesso, che il tempo intercorso tra nickelatura e ramatura sia minimo e che i bagni in cui il componente verrà immerso siano privi di impurità.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2><strong>La puntinatura</strong></h2>
<p>&nbsp;</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-205" src="https://www.bruschitech.it/content/wp-content/uploads/2018/03/puntinatura.jpg" alt="puntinatura da finitura superficiale" width="545" height="562" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>A differenza dei blister, le puntinature sono sempre legate ad errori in fase di pre-finitura o finitura superficiale. Esse si presentano come piccole escrescenze la cui forma e disposizione dipende dalla causa scatenante. Ci sono 4 cause principali per la formazione di puntinature: residui di solvente o schizzi di acido sulla superficie del pezzo, presenza di bolle di idrogeno o formazione di gas nei bagni galvanici.</p>
<p>Nel caso in cui la puntinatura sia dovuta ad un residuo di solvente che ostacola il deposito dello strato rameico si otterranno puntinature disposte in catene o ad anello, mentre se la causa è uno schizzo di materiale corrosivo imprevisto, la disposizione delle puntinature avrà una forma irregolare.</p>
<p>Per risolvere il difetto nel primo caso è possibile cambiare sistema di sgrassaggio, o aggiungere un bagno in liquido freddo tra la fase di sgrassaggio e quella di rivestimento superficiale. La temperatura gioca infatti un ruolo fondamentale in queste fasi: talvolta può essere sufficiente regolare la temperatura dei getti o far trascorrere maggior tempo tra il trattamento in liquido e quello in vapore per evitare la formazione di puntinature che rovinerebbero la finitura superficiale.</p>
<p>Nel caso invece di puntinature a gruppi irregolari, è possibile risolvere il problema controllando la provenienza degli schizzi e correggendola, oppure applicando uno strato di rame più spesso per coprire il difetto.</p>
<p>A volte la puntinatura può essere distribuita casualmente e presentarsi come piccoli crateri dai bordi rialzati: questo avviene quando durante la fase di nickelatura alcune bollicine di idrogeno presenti nel bagno galvanico aderiscono alla superficie del componente.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>La presenza di queste bolle può essere dovuta a diversi fattori:</p>
<ul>
<li>Insufficiente agitazione del bagno galvanico</li>
<li>Presenza di tensioattivi insufficiente</li>
<li>Strato di olio sulla superficie del bagno di nickelatura</li>
<li>Particelle di polvere che aderiscono alla superficie del componente</li>
</ul>
<p>Per correggere questo errore, sarà quindi necessario monitorare il livello di agenti bagnanti tensioattivi e l’agitazione del bagno galvanico, oltre a proteggere l’atmosfera circostante per prevenire l’infiltrazione di polveri.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-206" src="https://www.bruschitech.it/content/wp-content/uploads/2018/03/puntinatura2.jpg" alt="Finitura superficiale puntinatura da gas" width="640" height="451" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Un ultimo tipo di puntinatura è quello causato dalla presenza di gas e bolle nel bagno galvanico: le bolle si adagiano sulla superficie del componente, creando puntinature tonde e profonde, ravvicinate tra loro e presenti solitamente sull&#8217;intera superficie. Per prevenire la formazione di questi difetti, sarà necessario individuare la fonte del gas e controllare l’agitazione dei bagni.</p>
<p>Talvolta è possibile che sia la soluzione stessa ad essere naturalmente ricca di gas, e che lo rilasci nel momento in cui raggiunge una determinata temperatura. In questi casi è possibile rimuovere il gas dalla soluzione portandola ad una temperatura superiore a quella prevista per il processo di galvanizzazione e facendola raffreddare nuovamente prima dell’uso.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2><strong>Le bruciature</strong></h2>
<p>&nbsp;</p>
<p>Questo difetto si presenta come una macchia di colore brunito e una sfiammata bruciata sulla finitura superficiale, causate da un picco di densità di corrente o da un bagno contaminato: questa contaminazione può essere causata semplicemente dall’uso della soluzione, poiché particelle di zinco potrebbero staccarsi dal componente e alterare la soluzione.</p>
<p>Per evitarne la formazione è quindi sufficiente cambiare periodicamente il bagno o diluire ulteriormente la soluzione aggiungendo elettroliti.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2><strong>I noduli</strong></h2>
<p>&nbsp;</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter wp-image-207 size-full" title="Noduli superficiali" src="https://www.bruschitech.it/content/wp-content/uploads/2018/03/noduli.jpg" alt="finitura superficiale noduli" width="640" height="415" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>I noduli si presentano come piccole escrescenze che rendono granulosa la superficie del pressofuso: sono la conseguenza della presenza di particolato sul pezzo o nella vasca di nickelatura. Per evitarne la formazione è consigliabile filtrare periodicamente la soluzione e fare attenzione alla pulizia dei pezzi.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2><strong>Le sfogliature</strong></h2>
<p>Le sfogliature sono la conseguenza di una mancanza di adesione dello strato superiore di nickel: si presentano come delle venature numerose ed estese, variabili in forma e dimensione. Sono facilmente scalfibili con un unghia o una lama, e rendono visibile lo strato sottostante.</p>
<p>Le cause sono identificabili in base alla posizione del difetto: se il distacco è formato tra il deposito di Rame e di Nickel, le cause potrebbero essere soluzione contaminata, ritardi di processo oppure attivazione insufficiente. Se invece le sfogliature si sono formate tra lo strato lucido e quello semilucido di nickel, la causa potrebbe essere la passivazione del deposito semilucido. Infine, se la formazione si verifica all’interno del deposito lucido di Nickel, solitamente è dovuta a pulsazioni o interruzioni di corrente durante la deposizione.</p>
<p>In tutti questi casi, per evitare la formazione delle sfogliature sarà quindi necessaria la purificazione delle soluzioni, mentre nell’ultimo caso sarà necessario monitorare il flusso di corrente per evitare interruzioni durante il processo.</p>
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<p>Come si è visto, lavorando con la cromatura e l’elettrodeposizione sui prodotti in lega di zinco è possibile incappare in numerosi difetti superficiali, dovuti sia alla qualità del pressofuso che ad errori nei processi di finitura superficiale e cromatura. Alcuni di essi possono tuttavia essere evitati attraverso un monitoraggio costante dei bagni galvanici e delle soluzioni, e un attenta pulizia dei componenti e dell’ambiente di lavoro.</p>
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